3 visualizzazioni 3 min 0 Commenti

Che cos’è la tecnica del pomodoro per lavorare meglio e meno?

Intelligenza Artificiale lavoro
La tecnica (inventata negli anni Ottanta) che si sta riscoprendo per massimalizzare gli sforzi raggiungendo gli obiettivi in minor tempo

Come fare a lavorare meglio impiegando meno tempo? Secondo varie ricerche, tra una cosa e l’altra, perdiamo ancora troppo tempo e la nostra produttività cala drasticamente. Fatto sta che si sta riscoprendo una tecnica inventata negli anni Ottanta che in alcuni casi potrebbe migliorare la routine quotidiana a beneficio di concentrazione e risultati.

Ne ha scritto il portale Torcha riferendosi alla tecnica del pomodoro: a standardizzarla è stato Francesco Cirillo prendendo spunto dal timer da cucina che, nel suo caso, aveva appunto la forma di un pomodoro.

Ma come ci si converte a questa tecnica per massimalizzare il nostro tempo al lavoro?

Anzitutto serve un timer. E quello del nostro smartphone non è l’ideale: meglio virare su un oggetto fisico, proprio quello che trovate in cucina o un orologio digitale da mettere sulla scrivania.

Di seguito ci si organizza così: 25 minuti per concentrarsi e lavorare su un singolo compito; pausa di 5 minuti; ripetizione di questa sequenza per 4 volte; al termine, riposo di 30 minuti.

I risultati dipendono molto dal tipo di lavoro che bisogna fare. Secondo un’analisi pubblicata sul BMC Medical Education chi ha impostato il timer di 25 minuti ha registrato un 20% in meno di fatica (autovalutata) e fino al 25% in più di concentrazione.

“Imporsi un tempo limitato per concludere un lavoro significa fare un patto con se stessi e ridurre il più possibile le distrazioni che ci fanno sprecare secondi e minuti preziosi al lavoro”, ha scritto Torcha. Per la serie: social al bando.

Internet e soprattutto i social, infatti, hanno senz’altro abbassato il livello di concentrazione di chi lavora. Secondo studi recenti, come riporta Meta Intro, i dipendenti perdono fino a 720 ore all’anno per colpa delle distrazioni. E il 79% dei lavoratori dichiara di sentirsi distratto durante la giornata lavorativa.

C’è lo zampino dei social, certo. Ma, in alcuni casi, anche il design e il chiasso degli uffici, le call, le discussioni e le battute varie non aiutano la concentrazione. C’è poi anche il problema delle riunioni inutili che rompono il ritmo dei lavoratori.

In ogni caso: spezzettare le giornate di 25 minuti in 25 minuti non sempre è ottimale, soprattutto per quei lavori che richiedono per forza di cose molto più tempo per essere svolti.

Gli esperti parlano di flusso in cui entriamo quando siamo davvero concentrati su qualcosa. Ebbene, perché questa condizione parta c’è bisogno di tempo e varia tra i 15 e i 30 minuti. Dunque impostare timer di 25 risulterebbe del tutto inutile perché imporrebbe una prima pausa proprio quando iniziamo a performare. Va anche detto poi che concedersi una pausa di 30 minuti dopo quattro sessioni non sempre è possibile, specie per chi è dipendente.

 

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo