La disparità di genere è una brutta bestia che miete vittime anche quando si va in pensione. Lo sanno bene le donne che ci sono adesso: il loro assegno pensionistico, in media, è di molto inferiore a quello degli uomini.
Del resto, con l’introduzione del metodo contributivo dal primo gennaio 2012, la forbice si è fatta sempre più netta.
Nello specifico: le pensioni liquidate alle donne con decorrenza nel primo semestre 2026 hanno avuto un importo medio di 1048 euro, inferiore del 30,41% rispetto ai 1.506 euro medi delle pensioni liquidate agli uomini nello stesso periodo.
Sono questi i dati dell’Osservatorio Inps sui flussi di pensionamento.
Il fatto che si evidenzia è che con il passare del tempo questo gap di genere non accenna a diminuire. Anzi: il divario, nel 2025, era del 26,2% con 1.047 euro medi mensili delle pensioni delle donne liquidate nell’intero anno e 1.419 medi delle pensioni degli uomini con decorrenza nello stesso periodo.
In media, poi, le nuove pensioni degli uomini sono superiori di quasi 90 euro rispetto a un anno prima mentre quelle delle donne sono rimaste ferme. Il dato risente del fatto che gli uomini hanno carriere contributive più lunghe e spesso retribuzioni più alte. Una diseguaglianza destinata a non colmarsi mai.

