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Congedo di paternità, ci sono nuove speranze oggi che è la festa dei papà?

Il centrosinistra insiste sulla parità con quello di maternità per favorire una genitorialità condivisa e ridurre la discriminazione delle donne sul mercato del lavoro

La proposta di congedo parentale paritario da cinque mesi, avanzata dalle opposizioni e a prima firma di Elly Schlein, è stata bocciata dalla Camera per i costi elevati: 3,7 miliardi di euro nel 2026 e 4,5 miliardi a regime dal 2035, secondo la relazione tecnica del Ministero del Lavoro. La Ragioneria generale dello Stato ha bloccato il cammino verso la parità nella genitorialità, ma il dibattito, visto anche che oggi si celebra la festa del papà, resta vivo, con la maggioranza aperta a una mediazione su flessibilità e “premialità” per i congedi parentali facoltativi.

Il centrosinistra insiste sulla parità tra congedo di maternità e paternità per favorire una genitorialità condivisa e ridurre la discriminazione delle donne sul mercato del lavoro.

Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, critica il “no” come miope: “Esiste un problema di coperture, ma si poteva optare per applicazioni parziali o a tappe”. Sottolinea l’urgenza di incrementare i giorni di congedo di paternità obbligatorio (attualmente 10, livello minimo UE dal 2013), con costi modulabili. Dal 2013, l’adesione dei padri è passata dal 20% al 64,8% nel 2024, con 182mila utilizzatori (dati Inps).

Dalla maggioranza, Walter Rizzetto (FdI), presidente della Commissione Lavoro della Camera, assicura disponibilità a un confronto in Commissione nelle prossime settimane, prima della legge di Bilancio. Esprime riserve sull’obbligatorietà di cinque mesi, proponendo tempistiche inferiori o modulabili tra i genitori, con attenzione a coperture, pubblico impiego (soprattutto scuola) e Pmi. Punta sui congedi parentali facoltativi (fino a 10-11 mesi totali), dove l’indennità è salita all’80% per tre mesi, estesa fino ai 14 anni del figlio. Rizzetto ha già avviato colloqui con la ministra Roccella per ulteriori “premialità”.

I dati Inps dal XXIV Rapporto confermano progressi: media di 7,17 giorni fruiti per congedo paternità (un padre su quattro usa tutto, il 30% meno della metà). Save the Children delinea il profilo dei padri utenti: 35-44 anni (52%), impiego stabile a tempo pieno, prevalenza al Nord (59%), contro 19% Centro e 22% Sud. Sui parentali, nel 2024 donne 289.230 beneficiarie (15,4 milioni di giornate) contro 124.140 uomini (2,77 milioni), in crescita dal 2022-2023 ma con forte disparità.

Il confronto resta aperto: l’obiettivo resta bilanciare parità, costi e flessibilità per una genitorialità più equa.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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