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Mai tante cause di lavoro: ecco per cosa si litiga (anche nella pubblica amministrazione)

I dati del Ministero della Giustizia: nel 2025, si sono registrate ben 317.274 nuove cause, un aumento del 4,2% rispetto al periodo pre-pandemico

Mai tante cause di lavoro: soprattutto la pubblica amministrazione sembra proprio essere diventata un campo di battaglia con da un lato i dirigenti e dall’altro i semplici dipendenti.

A rilevarlo sono i dati del Ministero della Giustizia: nel corso del 2025, si sono registrate ben 317.274 nuove cause, un aumento del 4,2% rispetto al periodo pre-pandemico.

Il filo rosso che emerge da questo fenomeno è che il contratto di lavoro non è più una garanzia di pace, ma solo il punto di partenza per una battaglia legale.

Come accennato, sono le cause nel pubblico impiego ad essere letteralmente esplose. Se nel 2019 i nuovi procedimenti erano circa ventimila, nel 2025 questa cifra è quasi quadruplicata, arrivando a sfiorare quota 81.500. Questo significa che migliaia di dipendenti pubblici non accettano più decisioni unilaterali e scelgono la via del ricorso.

La città dove si litiga di più? Napoli, con gran parte dei conflitti che nasce nel mondo della scuola. I docenti precari, ad esempio, trascinano il Ministero in tribunale per ottenere la carta del docente o per il pagamento delle ferie non godute.

Un altro settore in fiamme è quello della sanità. Qui la battaglia si sposta sulle indennità e sui benefici legati alle ferie. Molti medici e infermieri hanno iniziato a citare in giudizio le aziende sanitarie per il mancato rispetto della turnazione o per il ricalcolo di alcuni istituti retributivi.

E nel settore privato? Anche qui le liti sui licenziamenti hanno subito un’impennata spaventosa. Rispetto al 2019, l’aumento è del 47,8%. Nel solo 2025 sono stati avviati 10.505 procedimenti per impugnare la perdita del posto di lavoro. La vera novità giuridica che accelera questi processi è la trattazione prioritaria (art. 441-bis cod. proc. civ.). Questa norma impone ai giudici di decidere con estrema rapidità quando il lavoratore chiede di tornare al proprio posto con la reintegra.

Ma, oltre ai licenziamenti, esiste una massa enorme di conflitti legata ai soldi che mancano in busta paga. I cosiddetti procedimenti speciali superano quota centomila.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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