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Quali saranno le figure professionali più richieste nei prossimi dieci anni. Il caso degli insegnanti

Figure professionali più richieste in Italia
Dopo i manager, secondo l'elaborazione Cedefop, saranno i più gettonati. Ma bassi stipendi e precarizzazione li mettono a rischio

Quali sono le figure professionali che nei prossimi dieci anni saranno più richieste in Italia? A sorpresa, dalla elaborazione Cedefop, dopo quella del manager e del dirigente aziendale, si piazza la figura dell’insegnante.

La classifica si basa su previsioni che indicano un cambiamento significativo nelle esigenze del mercato del lavoro, con un’enfasi crescente sull’istruzione e la formazione continua. Sul podio, così, si piazzano gli impiegati d’ufficio. Poi ci sono gli addetti alle pulizie e gli inservienti, i lavoratori delle costruzioni come gli elettricisti e i carpentieri), gli addetti alla cura della persona, gli ingegneri, i commerciali, gli operatori sanitari, gli addetti ai servizi turistici, gli esperti legali e gli operai metalmeccanici.

Ma, tornando agli insegnanti: come funzionano le loro assunzioni in Italia? La procedura concorsuale per accedere alla professione docente avviene su base regionale con un numero limitato di posti disponibili ogni anno. Le assunzioni avvengono tramite graduatorie di merito dei concorsi per titoli ed esami, nonché graduatorie ad esaurimento che determinano l’assegnazione dei posti disponibili, sia a tempo indeterminato che temporaneo.

Tuttavia, nonostante la crescente domanda di insegnanti, c’è da dire che, per un periodo, le assunzioni di insegnanti sono calate. Perché? Questo declino può essere attribuito a diversi fattori, tra cui limitazioni di bilancio e politiche di austerità che hanno influenzato il settore dell’istruzione, nonché cambiamenti nelle priorità politiche e amministrative.

Fatto sta che questa situazione ha creato un ambiente favorevole alla proliferazione del precariato nell’insegnamento. Negli ultimi anni, il numero di insegnanti precari è cresciuto in modo esponenziale, con conseguenze significative sulla continuità didattica, l’organizzazione scolastica e la qualità complessiva dell’istruzione. Questo fenomeno non solo mina la stabilità economica degli insegnanti stessi, ma compromette anche la qualità dell’istruzione offerta agli studenti.

Ma c’è un aspetto più ampio da considerare: l’insegnamento, nonostante la sua importanza cruciale nella società, spesso non riceve il rispetto e il riconoscimento che merita. Questo può essere attribuito a vari fattori culturali e sociali, tra cui una percezione negativa della professione e una tendenza a svalutare il ruolo degli insegnanti nella formazione delle future generazioni. Ma se il mercato del lavoro di fatto li penalizza, sarà difficile avere una scuola all’altezza delle sfide che deve affrontare.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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