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Come comportarsi con i colleghi che rubano le idee degli altri?

Si tratta di un fenomeno diffusissimo: in ogni azienda c'è sempre quello che viene definito "parassita". Ma un modo per arginarli c'è

Secondo l’università di Toronto, al 91% dei lavoratori è capitato almeno una volta di vedere rubata da un collega una propria idea. Del resto, chi non ne ha mai visto uno che si prende il merito per un lavoro che non ha svolto alzi la mano.

Ma la cosa più brutta è che spesso manager e capi danno credito a questi opportunisti.

Cosa fare allora? Se l’è chiesto la piattaforma online Torcha mettendo subito in chiaro che “è impossibile, oltre che poco intelligente, cercare di cambiare l’atteggiamento di queste persone che continueranno a seguire la propria strategia per delegare lavori ad altri e prendersi poi meriti che non hanno, facendo il bello e il cattivo tempo”.

Stando ai sondaggi, in ogni azienda, grande o piccola, almeno un dipendente non ne sopporta un altro proprio per questo tipo di atteggiamento da parassita: “Vivere a spese degli altri e non stressarsi troppo alla faccia del lavoro di squadra”, sembra essere il loro motto.

Secondo una ricerca di Unobravo, il 44% degli italiani si è dichiarato stressato dal lavoro. E su questo dato il rapporto tossico con alcuni colleghi influisce non poco.

Il Guardian ha indagato il fenomeno dal punto di vista biologico: nell’ecosistema aziendale c’è sempre qualche parassita, o meglio un office hookworms.

Il pericolo è che creino un clima generale di lavoro tossico, cone le vittime di queste dinamiche che si chiudono e tendono a condividere di meno i propri pensieri o spunti, proprio per paura che qualcuno glieli rubi per poi farsi bello agli occhi del capo.

Gli psicologi la chiamano cryptomnesia: credere che un’idea sia tua, quando invece la stai rubando a qualcun altro.

Ma tant’è: in Italia, se a livello globale appena un lavoratore su cinque si sente ingaggiato al lavoro, da noi il dato scende all’11% mentre la media europea è al 12%.

Ma come affrontarlo? Anzitutto, c’è da dire che sono le aziende a doversi occupare della questione e non i singoli. Il fatto che i membri di un team si sentano coinvolti, valorizzati, ascoltati dipende per il 70% dai manager. Il cambiamento può dunque avvenire dall’alto, su spinta di chi ha ruoli di responsabilità.

Poi sempre Torcha sottolinea un suggerimento della coach e autrice Susie Ashfield: “Qualcuno ti ha rubato un’idea? Non è improbabile ricapiti. Invece di stressarsi sarebbe buona cosa iniziare col complimentarsi pubblicamente, via mail o di persona, con quei colleghi che fanno davvero un ottimo lavoro. Alla fine, secondo l’esperta, potrebbe diventare una best practice contagiosa”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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