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Come si può affrontare la sindrome del rientro dalle ferie: settembre a lavoro senza stress

Sopravvivere ad ansia, difficoltà di concentrazione, disturbi della digestione, mal di testa, malinconia, insonnia, irritabilità, sbalzi d’umore, sensazione di affaticamento. Senza pensare necessariamente alle vacanze di Natale

In questi primi giorni di settembre, chi, rientrando dalle ferie, non si è sentito chiedere: “Allora, ti sei ricaricato? Sei pronto per un nuovo anno lavorativo?”. Magari, tante volte sarà capitato anche di rispondere sì. Ma, in realtà, le parole più sincere a questa domanda sarebbero le seguenti: “No, anzi. Sono stanco/a e preoccupato/a”.

In effetti, cos’è che mette ansia a settembre? Stando agli studi di Federica Lollo, psicologa, psicoterapeuta e neuropsicologa che ha contribuito a una ricerca Humanitas, tante cose. Ma in primis, proprio l’assunto che, dopo le vacanze, dobbiamo aver più voglia di lavorare. È come se implicitamente il riposo debba essere giustificato da una maggiore produttività. Poi, ci sono l’idea di tornare alla vecchia routine, di non essere appagati e l’inizio di un possibile cambiamento. Tutto questo genera stanchezza, preoccupazioni, nuove aspettative, dilemmi esistenziali, voglia di cambiamento. In effetti, le ferie possono portare a vedere il proprio lavoro in modo più negativo: si innesca un processo di idealizzazione di ciò che non si ha e che si potrebbe trovare altrove. Ogni altro posto sembra migliore, anche se spesso non è proprio così.

Settembre ci mette ansia, sostiene qualcuno, perché è un gennaio anticipato: un mese in cui pensiamo a come poter cambiare la nostra vita entrando in un loop quasi sempre negativo. Interviene, poi, anche la dimensione del tempo, il “tutto subito” tipico di chi ha fatto una pausa e vuole recuperare in fretta. Questo, naturalmente, complice la cultura della performance. Così ci si ritrova di fronte a una vera e propria sindrome da rientro che non è una patologia, ma una risposta psico-fisica al ritorno a una quotidianità diversa dai ritmi tranquilli e rilassati della vacanza.

La causa principale della sindrome da rientro è legata proprio al fatto che ci si trova subito catapultati all’interno delle vecchie abitudini senza che il processo sia graduale. E quindi: ansia, difficoltà di concentrazione, disturbi della digestione, mal di testa, malinconia, insonnia, irritabilità, sbalzi d’umore, sensazione di affaticamento, sono tutti sintomi del rientro settembrino.

Non si può fare niente per fronteggiarlo al meglio? Secondo alcuni, sarebbe importante cercare di rientrare dalle ferie qualche giorno prima, prendersi delle pause più frequenti durante la giornata e concentrarsi sul proprio benessere fisico e mentale. E soprattutto pensare che il rientro è comunque un passaggio transitorio e collettivo: a settembre, un po’ tutti si sentono stanchi e demoralizzati. E, soprattutto, in attesa di una sola cosa: le feste di Natale.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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