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Glovo, la magistratura in campo a difesa dei rider

Salari e condizioni di sicurezza sotto la lente d'ingrandimento delle toghe

Notizie sul fronte Glovo. A Milano, dove la piattaforma dei ciclofattorini è in controllo giudiziario per sfruttamento della manodopera, secondo i pm, offre un salario maggiorato ma con meno ore lavorate.

A Torino, invece, sempre la magistratura ha sentenziato che deve fare molto di più sul fronte della sicurezza: scarpe antiscivolo e impermeabili, abbigliamento adeguato alle diverse condizioni meteo, protezioni contro smog e freddo, un kit di medicazione e un luogo dove ripararsi durante l’attesa delle consegne, sono solo alcune delle misure che Foodinho srl, la società che gestisce Glovo, deve garantire ai rider dopo una sentenza del Tribunale del lavoro del capoluogo piemontese.

L’ordinanza prevede inoltre l’individuazione di luoghi di riparo per i lavoratori durante i tempi di attesa tra una consegna e l’altra, e l’accesso gratuito ai servizi igienici.

Particolare attenzione viene riservata anche alle condizioni climatiche. La società dovrà individuare un luogo nel quale il rider possa trovare riparo in caso di pioggia intensa, grandine o forte vento durante l’attesa degli ordini. È previsto inoltre l’accesso effettivo e gratuito ai servizi igienici, anche attraverso accordi con esercizi commerciali, hub o altre strutture.

La pronuncia si aggiunge alle tutele già riconosciute in precedenti procedimenti giudiziari. Il Tribunale di Palermo aveva disposto misure specifiche contro il caldo, mentre quello di Milano aveva previsto anche protezioni come cappelli con visiera e occhiali da sole con filtri Uv.

A Torino, però, secondo Slang Usb, le prescrizioni della sentenza non sarebbero ancora state applicate. Il sindacato sostiene di aver verificato la situazione dopo il passaggio in giudicato e di aver segnalato il caso anche all’Ispettorato del lavoro.

Nonostante il provvedimento sia diventato definitivo e passato in giudicato il 20 agosto, le prescrizioni della magistratura sarebbero rimaste del tutto inattuate. Cosa tanto più grave perché sul tema della sicurezza si intreccia anche l’ordinanza regionale contro il lavoro durante le ondate di calore, in vigore fino al 31 agosto. Il provvedimento prevede, in presenza di condizioni di rischio elevato indicate dalla piattaforma Worklimate, lo stop alle attività all’aperto tra le 12.30 e le 16 quando non sia possibile ridurre il pericolo con altre misure.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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