L’Intelligenza artificiale rappresenta di sicuro il fattore più importante che determina i nuovi equilibri sul mercato del lavoro. L’Ai Jobs Barometer 2026 ha sottolineato come lo scorso anno gli annunci che richiedevano competenze AI hanno registrato un balzo del 69%, il doppio rispetto al 2024.
E chi è capace di utilizzare la nuova tecnologia può sperare in uno stipendio in media più alto anche del 42% rispetto a quello che si percepisce in altri ruoli.
Stando al report basato sull’analisi di oltre un miliardo di annunci in 27 Paesi del mondo, in questa fase le imprese indirizzano la ricerca verso professionisti in grado di mettere l’intelligenza artificiale al servizio del business. La tecnologia senza controllo altamente specializzato umano, quindi, può ancora poco.
In Italia, le offerte AI sono aumentate di circa 24mila unità, arrivando a toccare l’1,7% sul totale delle posizioni disponibili. Sostanzialmente, ci allineiamo con le altre economie europee, ma restiamo staccati rispetto ai Paesi leader nell’intelligenza artificiale, dall’India a Cina, Stati Uniti e Regno Unito.
Stando ai dati 2025, l’8,1% degli annunci esaminati in India richiedono competenze AI, circa due punti sopra la Cina, al secondo posto con il 6,4%. Seguono gli Stati Uniti al 2,8%, e il Regno Unito al 2,2%. Per il resto l’Italia segue le tendenze registrate a livello globale con un balzo di offerte AI nei settori tecnologia, media e telecomunicazioni, servizi professionali, manifatturiero e servizi finanziari.
Analisti di sistema, matematici, statistici e sviluppatori di software sono i profili più richiesti.
In generale, tra le competenze più gettonate spiccano l’analisi dei dati, lo sviluppo di software, l’automazione intelligente e la progettazione di algoritmi. Ciò di cui le aziende hanno bisogno sono professionisti in grado di integrare l’AI con i sistemi aziendali.

