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Innovazione e competitività al Sud: il Ministero del Made in Italy scommette altri 500 milioni

L'obiettivo è rafforzare il legame tra imprese e università e offrire maggiori chance ai giovani. La soddisfazione del sottosegretario Sbarra

Ieri, lunedì 22 giugno, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato lo stanziamento di oltre 500 milioni di euro per sostenere innovazione, ricerca, competitività a favore di imprese localizzate nelle regioni del Sud.

Si tratta di una misura che si aggiunge a un precedente bando da 448 milioni per investimenti sostenibili e che punta a rafforzare il legame tra imprese e università.

L’obiettivo del governo Meloni è quello di valorizzare le competenze sviluppate in ambito accademico, favorendo l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e creando condizioni concrete per trattenere e attrarre talenti.

Proprio sul tema dei giovani costretti ancora oggi a lasciare il Sud è intervenuto anche il sottosegretario Luigi Sbarra: “Il calo della popolazione giovanile nel Sud è il risultato di dinamiche demografiche ed economiche di lungo periodo, aggravate da decenni in cui si è preferito rinviare le scelte strategiche invece di affrontare alla radice i nodi della crescita, dell’occupazione e delle infrastrutture”.

Sta di fatto che per l’esponente dell’esecutivo, “il Mezzogiorno non ha bisogno di narrazioni allarmistiche né di strumentalizzazioni politiche su dati che descrivono fenomeni strutturali, noti da anni e che nessun Governo può pensare di invertire con slogan, ricette semplicistiche e in poco tempo”.

L’ex sindacalista ora sottosegretario con delega al Sud ha spiegato: “Il Governo Meloni lavora ogni giorno affinché sempre più giovani possano scegliere di restare nel Sud non per necessità, ma perché trovano opportunità, lavoro e prospettive di crescita. Lo dimostra la strategia di lungo periodo e le politiche messe in campo negli ultimi quattro anni, come la ZES e gli incentivi occupazionali, che stanno già producendo risultati concreti in tutte le regioni del Sud. Certamente le sfide ci sono e devono essere superate. Tuttavia, il Sud non può essere raccontato esclusivamente attraverso le sue fragilità. Oggi abbiamo un Mezzogiorno che attrae investimenti, che crea lavoro, che rafforza l’export, che torna a svolgere un ruolo strategico nelle dinamiche di sviluppo del Paese e del Mediterraneo e che si affaccia al futuro con un livello di fiducia più solido rispetto al passato”.

Per Sbarra, “la direzione è tracciata e i risultati iniziano a vedersi: ignorarli non contribuisce a una lettura onesta della realtà”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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