Più chance lavorative per donne e giovani, oltre che stipendi mediamente più alti. Due elementi non trascurabili «in un periodo economicamente instabile e in un Paese che segna spesso il passo negli indici occupazionali». I risultati dell’indagine “Una professione dai molti percorsi” dimostrano le ottime prospettive professionali per i laureati in Agraria, Scienze forestali e materie affini.
Elaborata dall’Osservatorio delle Libere Professioni su richiesta della Conferenza nazionale per la didattica universitaria di Agraria, Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) e dalla Federazione italiana dottori in scienze agrarie e forestali (Fidaf), l’indagine registra una crescita particolarmente consistente, sia tra i laureati sia tra gli iscritti all’Ordine, della componente femminile e dei giovani. Non deve meravigliare, dunque, il fatto che la fascia degli under 35 costituisca oggi il 14% degli iscritti all’Ordine, in netta crescita rispetto a dieci anni fa.
L’analisi, inoltre, evidenzia come il 90% dei laureati in Agraria e Scienze forestali sia occupato e come il 60% trovi un lavoro entro sei mesi dal conseguimento del titolo. Non solo: quello stesso lavoro è anche stabile nel tempo, se è vero che il 70% dei dipendenti e l’80% dei liberi professionisti intervistati dichiarano di svolgere lo stesso lavoro da oltre cinque anni. Inoltre tra 2015 e 2023, cioè nel periodo che comprende anche i due anni della pandemia da Covid, si registra un aumento del reddito del 24,5%.
«Le professioni agrarie e forestali – commenta Mauro Uniformi, presidente del Conaf – non possono più essere considerate solo come sbocco specialistico di settore, ma devono diventare leva di interesse generale, in quanto sono e lo saranno sempre più professioni già immerse nei processi di trasformazione». Secondo Andrea Sonnino, presidente della Fidaf, «l’indagine è non solo una ricognizione settoriale, ma un utile strumento di orientamento per chi è chiamato a definire politiche coerenti con la crescente centralità del sapere tecnico-professionale».

