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Il turismo traina l’offerta di lavoro: tra maggio e luglio chance per 1,7 milioni di disoccupati

Unioncamere e Ministero: oltre mezzo milione di assunzioni previsto nella sola filiera dell'ospitalità, soprattutto al Sud. Ma i problemi restano mismatch e precariato

Torna l’estate ed esplode la domanda di lavoro. Merito, ovviamente, della filiera turistica che da maggio a luglio potrebbe garantire un’occupazione a quasi mezzo milione di persone. Dall’industria, invece, chance di impiego per poco più di 400mila persone. A delineare lo scenario è il bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro che elabora le previsioni per il mese di maggio e per il trimestre maggio-luglio.
Il quadro complessivo parla di 544.100 entrate programmate dalle imprese per maggio, mentre nel trimestre maggio-luglio il fabbisogno complessivo raggiunge 1,7 milioni di contratti. Rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra una flessione di oltre 26mila unità nel mese, pari al 4,6%, e a circa 42mila nel trimestre, pari al 2,4%. I problemi restano il disallineamento tra domanda e offerta di occupazione, visto che a maggio risulta difficile reperire il 42,9% dei profili ricercati, e la precarietà dei contratti offerti ai lavoratori.
Le opportunità più consistenti, dunque, arrivano dal settore dei servizi. Si parla di 368mila assunzioni a maggio e 1,2 milioni entro luglio. Il turismo esprime la domanda più elevata con 129mila lavoratori ricercati nel mese in corso e 440mila nel trimestre maggio-luglio. Seguono commercio, con 68mila a maggio e 220mila fino a luglio, e servizi alle persone, con 57mila nel mese e 196mila nel trimestre. Le figure più ricercate? Addetti alle vendite e alle attività di ristorazione, per i quali le imprese prevedono rispettivamente circa 148mila e 362mila ingressi.
L’industria, invece, offre occupazione a oltre 131mila persone a maggio e 400mila fino a luglio. A trainare sono meccanica ed elettronica, con 18mila assunzioni nel mese e 56mila nel trimestre, alimentare, con 14mila nel mese e 56mila nel trimestre, metallurgia, con 14mila nel mese e 43mila nel trimestre, e tessile-abbigliamento, con 9mila nel mese e 24mila nel trimestre. Quanto all’edilizia, si contano 50mila assunzioni programmate a maggio e 148mila fino a luglio. I profili più richiesti sono operai addetti alle costruzioni, meccanici, montatori, riparatori, manutentori e conduttori di veicoli.
Infine l’agricoltura che prevede oltre 45mila assunzioni a maggio, in crescita di 3mila unità in un anno, e 129mila nel trimestre, pari a 5mila unità in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Queste sono principalmente concentrate nell’agricoltura: le imprese del comparto delle coltivazioni ad albero ne prevedono 19mila nel mese e 53mila nel trimestre, quelle impegnate nelle coltivazioni di campo ne prevedono 14mila a maggio e 40mila fino a luglio. Non a caso sono oltre 39mila di agricoltori che le aziende contano di ingaggiare nei prossimi tre mesi.
Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità si concentrano nel Sud e nelle Isole, con oltre 180mila assunzioni a maggio, seguiti dal Nord-Ovest con 131mila e dal Nord-Est con 125mila, mentre il Centro si ferma a 107mila. Il problema, però, resta quello del mismatch che riguarda il 42,9% delle posizioni offerte per circa 234mila posti su tutto il territorio nazionale, sebbene con intensità maggiore nelle aree a più alta concentrazione industriale del Nord-Ovest e del Nord-Est.
Tra le professioni più difficili da reperire spiccano gli operai specializzati, introvabili nel 55,5% dei casi, con punte che superano il 70% per meccanici, manutentori e fabbri ferrai. Criticità anche per le professioni tecniche, di difficile reperimento nel 51,2% delle ipotesi, in particolare per tecnici della salute (65,9%) e tecnici dei processi produttivi (62,5%). Sul fronte dei lavoratori, infine, il problema resta la precarietà: i contratti a tempo determinato rappresentano il 63,5% delle entrate programmate, mentre quelli a tempo indeterminato si attestano appena al 15,5%.

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Giornalista con oltre quindici anni di esperienza, specializzato in lavoro, economia e società. Noto per le sue analisi approfondite e lo stile equilibrato, si concentra sull'impatto delle politiche e dei trend sul tessuto sociale ed economico italiano. Ha iniziato la sua carriera in testate locali, sviluppando una profonda comprensione delle dinamiche del mercato del lavoro e delle sfide sociali a livello regionale.

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