L’ultimo decreto Primo Maggio del Governo Meloni è stato accolto molto positivamente dal sottosegretario con delega al Mezzogiorno Luigi Sbarra: “L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto-legge in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale è un ulteriore passo in avanti nell’azione del Governo a tutela del lavoro, della dignità dei lavoratori e della competitività del sistema produttivo nazionale”, ha dichiarato l’ex segretario della Cisl.
Sbarra ha sottolineato che il provvedimento, tra l’altro, stanzia quasi 1 miliardo di euro e rafforza in modo significativo gli strumenti a sostegno dell’occupazione stabile, con particolare attenzione alle aree ricomprese nella ZES Unica Mezzogiorno, potenziando e prorogando, soprattutto al Sud, il sistema strutturato di esoneri contributivi, bonus donne, giovani e ZES over 35, volto a incentivare nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Sbarra, poi, non ha mancato di commentare anche la norma per il “salario giusto”:
“Il decreto prevede inoltre misure per contrastare il lavoro povero, introducendo il principio del “salario giusto” inteso come il trattamento economico definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative. In questa direzione, gli incentivi all’occupazione saranno riconosciuti esclusivamente alle imprese che applicano tali contratti, rafforzando così la contrattazione collettiva di qualità e contrastando il ricorso ai cosiddetti ‘contratti pirata”.
“Le misure previste nel decreto – ha concluso allora il sottosegretario – si inseriscono in una strategia più ampia di rilancio del Mezzogiorno, finalizzata ad attrarre investimenti, ridurre i divari territoriali e favorire un’occupazione stabile e di qualità, valorizzando il potenziale produttivo e umano delle aree interessate. Con questo provvedimento, il Governo Meloni conferma il proprio impegno a costruire un mercato del lavoro più giusto e moderno, capace di coniugare crescita economica e giustizia sociale, sostenendo al contempo la competitività del Paese”.

