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Nuovo decreto Primo maggio, ecco le novità del 2026

Dai bonus per le assunzioni degli under 35 e delle donne ai rider e alla lotta al lavoro povero: cosa bolle in pentola

Come negli anni precedenti, il governo di Giorgia Meloni sta mettendo a punto il nuovo decreto sul lavoro che dovrebbe essere approvato in vista del Primo maggio, giorno della Festa dei lavoratori.

La premier ha già avuto modo di spiegare in Parlamento che il provvedimento ha l’obiettivo di incentivare l’occupazione e “combattere il lavoro povero”. 

Uno dei primi obiettivi del provvedimento, secondo quanto emerso nelle ultime ore, è quello di rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under 35 . L’agevolazione, già attiva nel 2025, è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe solo per 4 mesi ma ora si dovrebbe dare continuità alla misura con l’obiettivo di ridurre, nel caso di contratti a tempo indeterminato, i costi dei contributi che le aziende devono versare ai neoassunti. Al momento, i requisiti per rientrare nella misura sono due: non aver ancora compiuto 35 anni e non aver mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

L’agevolazione che è ora in vigore consiste in uno sgravio contributivo per l’azienda del 100% , se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto e del 70% se il numero complessivo dei dipendenti invece non aumenta. L’incentivo varia sul territorio nazionale . Il massimo dell’esonero è di base pari a 500 euro mensili. Ora vedremo se questi accorgimenti cambieranno.

Un’altra parte importante del decreto Primo maggio riguarderà in ogni caso le donne. Sempre nel Milleproroghe le agevolazioni per il lavoro femminile erano state prorogate più a lungo, fino al 31 dicembre di quest’anno. Ora la misura dovrebbe essere confermata per un tempo maggiore.

Il nuovo decreto Primo maggio, poi, dovrebbe avere anche un intervento sui rider e,  più in generale, sul sostegno dell’occupazione e dei salari. L’obiettivo è contrastare il lavoro povero. Per questo, il punto di partenza potrebbe essere l’attuazione della legge delega varata a settembre scorso sulla retribuzione giusta ed equa che punta a estendere i minimi dei contratti nazionali più applicati. 

Infine, dovrebbero essere messe a regime varie agevolazioni: dalla detassazione dei rinnovi contrattuali a quella sul lavoro notturno, dall’esenzione fiscale per i tang benefit al credito d’imposta per le aziende che introducono forme di welfare familiare

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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