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Obbligo di assunzione per le categorie protette: ecco i nuovi incentivi

Uno sforzo significativo per promuovere l'uguaglianza e l'inclusione nel contesto lavorativo

Disposizioni riguardanti l’obbligo di assunzione per le categorie protette, come definito dal Dlgs 185/2016, correttivo del Jobs Act: questo decreto introduce maggiori obblighi e sanzioni per incentivare l’assunzione di lavoratori con capacità lavorativa pari o superiore al 60%, sia nel settore pubblico che privato con almeno 15 dipendenti.

Le quote di riserva, definite dall’articolo 3 della legge 68/99, indicano il numero di lavoratori delle categorie protette che un’azienda deve assumere. Le quote minime variano in base alle dimensioni dell’azienda e al numero di dipendenti. Il computo delle quote si basa sui lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato e tiene conto delle frazioni percentuali superiori allo 0,50 come unità.

Il calcolo della quota di riserva considera anche i lavoratori con una capacità lavorativa pari o superiore al 60%. Il criterio di computo è stato modificato dal correttivo al Jobs Act, includendo anche coloro che hanno almeno il 60% di capacità lavorativa.

Alcune categorie di lavoratori, come apprendisti, lavoratori con contratto di formazione-lavoro, e dirigenti, sono esclusi dalle quote di riserva. Inoltre, il comma 4 dell’articolo 4 della legge 68/99 stabilisce criteri specifici per il computo della quota di riserva in casi particolari, come lavoratori inabilitati a causa di infortunio o malattia.

Le disposizioni sulle categorie protette e le relative quote di riserva rappresentano uno sforzo significativo per promuovere l’uguaglianza e l’inclusione nel contesto lavorativo. La legislazione attuale, come il Dlgs 185/2016 e la legge 68/99, dimostra un impegno concreto nel superare le barriere e nell’assicurare opportunità occupazionali a coloro che potrebbero altrimenti trovarsi in posizioni svantaggiate.

L’adattamento continuo delle normative, come il recente cambiamento nei criteri di computo, mostra la volontà di rispondere alle dinamiche mutevoli del mondo del lavoro e di garantire un trattamento equo a tutti i lavoratori. Tuttavia, è essenziale che l’attuazione di queste norme avvenga con consapevolezza e sensibilità per garantire un reale impatto positivo sulle vite delle categorie protette e sulla cultura aziendale nel suo complesso.

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Presidente Nazionale Confederazione SELP

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