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Occupazione, si accende il motore del turismo estivo

Secondo le stime Istat, la prossima bella stagione farà segnare un +1,5% di presenze rispetto allo scorso anno e la disoccupazione potrebbe tornare ai livelli del minimo storico del 6,8% fatto registrare tra il 2006 e il 2008. Confesercenti, però, chiede di spingere di più

Gli ultimi dati diffusi da Istat per il primo trimestre del 2024 confermano, anche la dinamica in crescita dell’occupazione. Si tratta di un aumento costante di occupati che sta trainando la crescita nazionale, grazie anche alla spinta di turismo e ristorazione, settori che, tra gennaio e marzo 2024, hanno registrato una crescita di lavoratori dipendenti del +6,9%. Anzi, considerando il monte di ore lavorate, per turismo e ristorazione, l’aumento corretto per gli effetti di calendario raggiunge l’11,6%: di gran lunga il più rilevante fra i settori di attività economica. Una tendenza alla crescita che dovrebbe rafforzarsi nei prossimi trimestri, con l’avvio ufficiale della stagione turistica.

Anche perché l’andamento dei flussi turistici rimane positivo: secondo le stime del centro studi turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, nei primi cinque mesi dell’anno le presenze nelle strutture ricettive sono cresciute del +3,8% e tra giugno e agosto si prevedono 216 milioni di presenze turistiche nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del +1,5% rispetto alla scorsa estate.

Nel complesso, prosegue il calo del tasso di disoccupazione, che lo scorso aprile è tornato al di sotto del 7% e sempre più si avvicina al minimo storico raggiunto prima dello scoppio della crisi finanziaria mondiale (6,8% nella media del triennio 2006-2008).

In questo quadro è importante la tenuta del lavoro autonomo, che continua a rappresentare oltre il 20% degli occupati totali, registrando nel primo trimestre dell’anno un aumento dell’uno per cento. Un dato positivo, anche se ancora lontano dai ritmi del lavoro dipendente (+1,9%).

“Su questo fronte – si legge in una nota di Confesercenti – riteniamo si debba fare di più: le misure per agevolare l’imprenditorialità e il lavoro autonomo contenute nel decreto coesione sono un primo passo nella giusta direzione. Serve, però, anche un pacchetto di misure ad hoc per sostenere le piccole attività, a partire da un regime fiscale agevolato e un piano di formazione continua che permetta loro di competere in un mercato sempre più difficile”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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