La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante ha svuotato i supermercati (e non solo) di mezz’Italia). Già da giorni pesa sulla rete autostradale ma anche sui rifornimenti. Per questo è diventata una vera e propria emergenza.
Così, oggi, giovedì 22 ottobre, è stato convocato un Consiglio dei ministri straordinario dedicato alle misure per il settore dei trasporti e per l’agricoltura.
Ne dovrebbe scaturire un provvedimento che dovrebbe riunire gli interventi già annunciati e prevedere ulteriori risorse, con stime che indicano oltre 500 milioni di euro e un pacchetto complessivo superiore al miliardo di euro.
I blocchi restano concentrati in Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Sicilia, con presidi su autostrade, strade statali, porti e nodi logistici.
In Campania i camionisti hanno fermato il collegamento tra l’A1 e l’A30, provocando code fino a quattro chilometri, mentre diversi rappresentanti della categoria hanno annunciato la prosecuzione delle manifestazioni almeno fino al tavolo di confronto previsto per il 27 ottobre.
Gli effetti si vedono nei supermercati e nei distributori: in molte zone del Sud scarseggiano latte, carne, latticini e prodotti freschi, mentre crescono i tempi di attesa alle pompe e il rischio di rincari. Anche Lazio e Lombardia registrano ritardi nelle consegne di frutta e verdura, segno che l’impatto della mobilitazione va oltre le regioni meridionali.
Sul fronte della sicurezza, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiesto a prefetti e questori di vigilare su eventuali infiltrazioni criminali e comportamenti illegali. Così, le forze dell’ordine hanno già effettuato quasi 1.400 identificazioni e 71 denunce. Inoltre, sono state predisposte scorte per i trasportatori che chiedono di poter lavorare, con circa 500 camion accompagnati nella sola Napoli e provincia.
Non tutte le realtà territoriali mantengono però la protesta. In Sicilia, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani ha deciso di sospendere i blocchi dopo l’incontro in Prefettura a Catania, ottenendo rassicurazioni sulla partecipazione ai tavoli nazionali.
Anche in Calabria Fedralog ha annunciato la sospensione della mobilitazione, mentre il Comitato trasportatori siciliani aveva in precedenza revocato il fermo dei servizi pur mantenendo lo stato di agitazione.
Il nodo centrale resta il caro gasolio e la ripartizione dei costi tra autotrasportatori e committenti.
Tra le ipotesi al vaglio del governo figurano nuovi crediti d’imposta contro il caro-carburante, una norma ispirata al modello spagnolo per condividere i rincari oltre certe soglie contrattuali e misure di flessibilità sui leasing dei mezzi.
Ma tant’è: il governo insiste anche sulla distinzione tra rivendicazioni legittime e blocchi non autorizzati, ribadendo la priorità della libera circolazione e della continuità dei rifornimenti.

