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L’Anmil rilancia l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro

L'associazione lavoratori mutilati e invalidi propone anche la formazione di una Procura speciale: dall'inizio del 2026, registrati oltre 700 decessi

Bisogna istituire il reato di omicidio sul lavoro: è questa la richiesta dell’Anmil, l’associazione lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, fatta pervenire in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, vissuta ieri, domenica 11 ottobre.

Del resto, anche il 2026 si sta rivelando drammatico da questo punto di vista: da gennaio, si contano oltre 700 morti sul lavoro, quasi 405 denunce di infortuni e poco meno di 75.000 di malattia professionale.

Così, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trovi “il suo fondamento nei principi della Costituzione. Da essi – ha spiegato il Capo dello Stato – discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro”.

Una linea condivisa dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone: “La prevenzione rappresenta la prima e più importante forma di tutela della vita e della dignità delle persone. La sicurezza sul lavoro si costruisce intervenendo prima che si verifichi un incidente, prima che un rischio si trasformi in una tragedia”.

Ma tant’è: l’Anmil ha ribadito la sua richiesta, istituire il reato autonomo di omicidio sul lavoro nell’ordinamento giuridico italiano.

“Non si tratta di giustizialismo, – afferma il presidente Amedeo Bozzer, ricordando la proposta di legge attualmente all’esame della Commissione Giustizia della Camera – bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori”.

L’associazione pensa anche all’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di accentrare e uniformare le indagini in materia superando la frammentazione territoriale e “guidata da una squadra di magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia. Una Procura che faccia finalmente scuola, reale e non solo di facciata”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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