Sono effettivamente la stessa cosa? Invocare l’assistenza dell’uno o dell’altro è indifferente per un lavoratore o un pensionato?
In realtà, nonostante tutti e tre gestiscano rapporti lavorativi, fiscali e previdenziali, le loro funzioni non sono esattamente le stesse. Dunque vale la pena di approfondirle, così da cogliere le differenze.
Partiamo dal caf, acronimo di centro di assistenza fiscale. Si tratta di un ente che aiuta il cittadino nelle pratiche relative ad adempimenti fiscali. In concreto, il caf offre supporto nella compilazione e nell’invio di documenti come i modelli 730, Isee, Red e dichiarazioni fiscali. Alcune prestazioni sono gratuite: per l’invio di modelli già compilati, per esempio, il caf percepisce un contributo direttamente dall’erario. Altre prestazioni, invece, sono a pagamento: è il caso della compilazione di modelli fiscali.
Altra cosa è il patronato, ente riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che offre assistenza a lavoratori, pensionati e cittadini. I suoi compiti riguardano prevalentemente questioni previdenziali, dunque le pratiche legate alla pensione. In origine, i servizi offerti dal patronato erano completamente gratuiti, trattandosi di enti senza scopo di lucro; dal primo gennaio del 2018, invece, alcune prestazioni erogate dal patronato sono diventate a pagamento, complice il taglio dei fondi erogati dallo Stato.
Nel dettaglio, i servizi offerti dal patronato erano pagati dallo Stato attraverso il sistema dei turni di pratica, che prevedeva un minimo di 35 e un massimo di 175 euro per ogni pratica. Oggi bisogna distinguere. Gratuite restano le prestazioni relative a pratiche per la pensione, rinnovo del permesso di soggiorno per gli extracomunitari, ricongiungimento familiare, infortuni sul lavoro, malattie professionali e danno biologico. Si paga fino a 24 euro, invece, per richieste di assegno al nucleo familiare e della certificazione unica, dimissioni online per i pensionati, richiesta di permessi e congedi all’Inps, richiesta di cure termali all’Inail o all’Inps, riconoscimento di handicap gravi ai sensi della legge 104 del 1992, richiesta di ratei della tredicesima di un lavoratore defunto, rimborso per le spese di viaggio e farmaci, istanza per ottenere l’indennità di disoccupazione, autorizzazione al versamento volontario dei contributi.
Infine c’è il sindacato, nato con l’obiettivo di salvaguardare i diritti dei lavoratori. Tra i suoi compiti principali spiccano la stesura dei contratti collettivi nazionali e la presentazione delle richieste dei lavoratori alle istituzioni locali e nazionali. Il che fa del sindacato un “ponte” tra il mondo del lavoro e le istituzioni. Il sindacato, dunque, sostiene i lavoratori nelle controversie con i datori di lavoro, spesso legate alla retribuzione o ai documenti alla base del rapporto di lavoro, e nei procedimenti disciplinari e di licenziamento. Il sindacato, inoltre, aiuta i lavoratori a ricevere tutela da Inps e Inail. Come nel caso del patronato, il sindacato offre molti servizi gratuiti, mentre altri sono a pagamento ma a questi è possibile avere accesso a tariffe comunque più basse rispetto a quelle praticate da società private.

