9 visualizzazioni 4 min 0 Commenti

Quanto deve guadagnare davvero una persona per vivere da sola in Italia?

Si sa, andare vivere da soli è l'ambizione di tanti giovani. Ma quanto bisogna spendere, ogni mese, per realizzare questo progetto di vita?

Di sicuro non poco, soprattutto in un’epoca in cui gli affitti, le bollette, la spesa alimentare e i carburanti costano sempre di più mentre gli stipendi restano drammaticamente al palo. Dati Istat alla mano, il budget mensile di un single dovrebbe ammontare a circa 1.932 euro, cifra che però cambia a seconda del fatto che si viva al Nord, al Centro o nel Mezzogiorno.

In quella somma sono comprese le spese per affitto, bollette, cibo, trasporti e qualche extra. Ma in un Paese profondamente diseguale come l’Italia, il budget mensile di un single varia sensibilmente in base alla città in si vive. In alcune località del Sud e delle isole, infatti, 1.300 euro al mese possono bastare a chi vive da solo. Ma questa cifra oscilla tra 1.700 e 2.000 euro se si risiede in città del Centro come Roma e Firenze. Nel caso in cui ci si trovi al Nord, infine, la spesa mensile aumenta fino a 2.200 euro al mese, soprattutto nei centri del Nord-Est.

Ovviamente è l’affitto la voce che pesa di più sul bilancio. Sebbene in città come Milano e Bologna mostrino segnali di stabilizzazione, i canoni di locazione restano molto alti. Per questo la scelta della località in cui risiedere e lavorare è decisiva. Qualche numero per capire: per un monolocale a Milano e a Roma si possono arrivare a spendere più di mille euro, a Napoli 660 e a Palermo “solo” 400; per un bilocale, invece, l’affitto può toccare i 1.400 euro mensili a Milano e a Roma, 890 a Napoli e 580 a Palermo. Di solito si segue la regola per la quale la spesa per l’affitto non deve superare il 30% del reddito mensile. Spesso, però, osservare questa indicazione è impossibile: a Milano un lavoratore con uno stipendio di 2.100 euro netti e che voglia affittare un bilocale in semicentro, deve rinunciare al 54% delle entrate. Utile, dunque, può essere il canone concordato, cioè un contratto di affitto a canone calmierato che permette di risparmiare in modo del tutto legale e trasparente.

Le spese, tuttavia, non si esauriscono con l’affitto. Le bollette di un single si attestano in media tra 120 e 200 euro al mese, a seconda della stagione e del tipo di riscaldamento. A questa cifra vanno aggiunti Internet fisso per 25-30 euro al mese e il telefono per altri 10 euro. Quanto alla spesa alimentare, un single che cucina a casa con regolarità sborsa tra 270 e 420 euro al mese, a seconda della città. Ma il carrello della spesa ha subìto – e continuerà a subire – aumenti significativi a causa della crisi energetica innescata dalle tensioni in Medio Oriente.
Poi c’è l’abbonamento ai mezzi pubblici per il quale si spendono tra 35 e 60 euro al mese nelle grandi città. Chi usa l’auto deve invece aggiungere i costi di carburante, assicurazione, bollo e manutenzione per un esborso che può facilmente superare i 300-400 euro mensili. Non vanno dimenticati, infine, qualche svago e gli immancabili imprevisti: difficile quantificarli, ma una stima intorno ai 300 euro al mese sembra al giorno d’oggi piuttosto realistica.

Quindi? Come può un single gestire le spese mensili? Molti seguono la regola del 50/30/20: il 50% del reddito destinato ai bisogni, il 30 ai desideri, il 20 al risparmio. Utile è conservare una traccia delle spese fisse, in modo tale da calcolare con precisione quante siano le risorse a disposizione per il resto. Determinante può risultare, infine, un fondo per gli imprevisti: vivere da soli significa non avere persone alle quale rivolgersi in caso di necessità, per cui un “cuscinetto” di due o tre stipendi è fondamentale per “parare i colpi della sorte”.

Avatar photo
Direttore Editoriale - Articoli pubblicati: 227

Libero Professionista e Giornalista, impegnato oltre che sul fronte dei servizi e prestazioni connesse al tema della prevenzione degli infortuni in ambienti di lavoro, ha maturato una notevole esperienza nell’ambito delle relazioni sindacali, ed oggi è tra i fondatori di diverse realtà sindacali di carattere Nazionale.

Linkedin
Scrivi un commento all'articolo