58 visualizzazioni 3 min 0 Commenti

Workers buyout, quando sono i lavoratori a salvare la loro azienda

In tutt'Italia, i casi sono oltre 330: attraverso la costituzione di una cooperativa, si salvaguarda l’occupazione

Diciamo la verità: è un vecchio sogno quello di rilevare l’azienda per cui si lavora: “Ah, se fossi io il capo…”. Così, la notizia secondo la quale Confcooperative Lombardia e Cisl Lombardia puntano sui workers buyout, le operazioni che consentono ai dipendenti di rilevare un’azienda in difficoltà trasformandola in cooperativa, assume un particolare rilievo.

Anche perché non è certo un fenomeno locale: in tutt’Italia, i casi sono oltre 330.

Il modello dei workers buyout (Wbo) permette ai lavoratori di rilevare l’attività di un’impresa in crisi attraverso la costituzione di una cooperativa, garantendo continuità produttiva e salvaguardia dell’occupazione.

Il tema è stato al centro di un incontro promosso a Milano con l’obiettivo di diffondere uno strumento che in Italia ha già prodotto risultati significativi. Anche se con un’anomalia: secondo i dati illustrati durante l’iniziativa, a fronte di 332 operazioni realizzate a livello nazionale, in Lombardia, la locomotiva economica italiana, se ne contano appena 17: “Vogliamo offrire al mondo sindacale il modello del workers buyout cooperativo come una soluzione concreta per affrontare le crisi aziendali e come un’alternativa ai percorsi tradizionali”, ha spiegato Pierpaolo Baroni, responsabile nazionale di Confcooperative per lo sviluppo dei Wbo e consigliere di amministrazione di CFI Cooperazione Finanza Impresa.

Eppure, i numeri nazionali raccontano una realtà diversa. Le operazioni di workers buyout realizzate in Italia hanno consentito di preservare migliaia di posti di lavoro e di riportare sul mercato imprese che sembravano destinate a scomparire.

Secondo gli operatori del settore, oltre otto cooperative su dieci nate dal recupero di aziende fallite riescono a consolidarsi nel tempo, trasformando una crisi industriale in una nuova esperienza imprenditoriale guidata dagli stessi lavoratori.

Il meccanismo affonda le proprie radici nella legge Marcora del 1985, che ha introdotto strumenti di sostegno finanziario per favorire il recupero delle imprese da parte dei lavoratori. Attraverso il workers buyout, i dipendenti possono diventare imprenditori, rilevare l’attività e proseguire la produzione con il supporto di fondi pubblici e organismi specializzati.

I workers buyout possono essere utilizzati anche nei passaggi generazionali, per il recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata o per evitare la dispersione di competenze industriali maturate negli anni.

Come dire: il workers buyout può diventare uno strumento aggiuntivo nella gestione delle crisi industriali. In un contesto segnato da rallentamento economico, transizioni industriali e difficoltà per molte piccole e medie imprese, il modello cooperativo viene indicato come una possibile leva per evitare chiusure e delocalizzazioni.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo