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Uber, tagli in arrivo: via il 10% della sua forza lavoro

L'ad: "Rendiamo la piattaforma più semplice e veloce creando più capacità per investire nel futuro"

Settembre si è aperto con delle novità poco piacevoli in casa Uber. La multinazionale, infatti, ha annunciato che in Italia si appresta a tagliare 3.300 posti di lavoro, pari al 10% della sua forza lavoro totale.

La riduzione rientra nella riorganizzazione che punta a ridurre i ruoli manageriali e redistribuire le risorse fra le varie attività del gruppo.

L’amministratore delegato Dara Khosrowshahi ha spiegato che i tagli puntano a due obiettivi: “Rendere Uber più semplice e veloce, e creare più capacità per investire nel futuro”.

Uber opera in Italia esclusivamente con conducenti professionisti NCC (noleggio con conducente), in conformità con la normativa sul trasporto pubblico non di linea e con la sentenza del Tribunale di Torino del 2017 che ha dichiarato illegale il ride-hailing tra privati.

La piattaforma offre quindi servizi premium come Uber Black, Uber Lux e Uber Van, mentre UberX e Uber Pop non sono disponibili nel mercato italiano.

Da metà luglio 2026, Uber Comfort è attivo in tutte le 20 regioni italiane, con tariffe fino al 30% inferiori rispetto a Uber Black, ampliando l’offerta per utenti e aziende.

Si è calcolato che in occasione dei Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026, Uber ha coordinato circa 5.000 autisti NCC su scala nazionale, concentrandosi su aeroporti e stazioni per gestire picchi di domanda fino al 90% in alcune aree.

In Italia, Uber non impiega guidatori occasionali: tutti gli autisti devono possedere regolare licenza NCC, come previsto dalla legge 21/1992.

A livello europeo, la società ha recentemente ricevuto una multa record di circa 825 milioni di euro dal Garante olandese per la privacy, per aver sospeso automaticamente gli account dei conducenti tramite algoritmi senza adeguata revisione umana, una sanzione che tocca anche gli operatori italiani che usano la piattaforma.

C’è da dire, infine, che Uber sta esplorando l’integrazione di robotaxi in Europa, ma in Italia il quadro normativo per il trasporto autonomo di passeggeri non è ancora operativo, limitando per ora l’espansione verso servizi a guida autonoma. Parallelamente, progetti come le consegne con droni per Uber Eats restano bloccati da normative nazionali non ancora adeguate.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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