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Come comportarsi con i colleghi saccenti e presuntuosi

In vista del rientro di settembre, molti sono afflitti da questo problema. Per il quale non viene in soccorso nemmeno l'Intelligenza artificiale

In quanti staranno passando le ferie a pensare come comportarsi, al ritorno in ufficio, con quei colleghi che hanno da ridire su tutto senza avere le competenze?

Diciamo la verità: fanno perdere solo tempo. E demotivano. Di persone che non sanno fare squadra, ma sanno farsi notare col minimo sforzo e senza portare punti di vista originali nè competenze reali, sono pieni gli uffici. Non solo italiani.

Stando a Conflict at Work, una ricerca condotta nel 2022 soprattutto tra USA e Gran Bretagna, ogni settimana dipendenti e manager investono in media 4,3 ore del proprio tempo per gestire problemi e conflitti riguardanti il personale. Chi ha a che fare sempre o spesso con il conflitto in ufficio rappresenta il 36% del campione.

La piattaforma Torcha ha analizzato che le aziende, grandi o piccole, sono organizzazioni complesse e, costringendo persone molto diverse fra loro a collaborare o anche solo banalmente a frequentare gli stessi spazi per molto tempo, diventano terreno fertile anche per situazioni critiche.

Ora: il conflitto non è eliminabile. Ma si può imparare a limitarlo. Se un collega si comporta come un crasher, un comportamento saggio non suggerirebbe di reagire a ogni sua provocazione, anche perché buona parte di questa energia finirebbe soltanto ad alimentare il conflitto.

C’è una tattica migliore che prevede invece di non lasciarsi cogliere alla sprovvista e imparare a riconoscere le caratteristiche di questa persona per arrivare pronti a meeting e scambi in cui possono sorgere potenziali problemi.

In questo contesto, c’è da dire che il conflitto può essere alimentato anche dall’intelligenza artificiale che in molti casi, specie se utilizzata senza competenze, produce risultati sciatti e banali.

Secondo l’Harvard Business Review, queste dinamiche alimentano il conflitto tra colleghi perché un crasher può senz’altro alimentare il cosiddetto workslop: lavori realizzati con l’IA che sembrano a prima vista ottimi, ma che in realtà necessitano di pesanti correzioni. Questo perché a monte non ci sono stati né impegno, né fatica.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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