Le trasformazioni del mercato del lavoro, le nuove professioni e le tutele necessarie per chi opera fuori dai tradizionali schemi del lavoro subordinato sono stati i temi al centro degli Stati Generali della FeLSA Cisl, la federazione della Cisl che rappresenta il lavoro in somministrazione, atipico e autonomo.
L’evento, che si è svolto a Roma e si è concluso ieri, ha voluto fare sue le sfide poste dal lavoro autonomo e si è concluso con una proposta importante: l’istituzione di un nuovo Statuto della persona nel mercato del lavoro, “uno Statuto capace di garantire un nucleo essenziale di diritti che accompagni ogni lavoratrice e ogni lavoratore nelle transizioni tra lavoro dipendente, autonomo, collaborazioni, formazione e ricollocazione”.
“È una riforma necessaria per rendere il nostro sistema più equo e moderno”, ha detto la segretaria Fumarola pensando soprattutto ai lavoratori delle piattaforme digitali.
“La vera domanda non è soltanto se un rider o uno shopper sia subordinato o autonomo. Dobbiamo chiederci quali diritti abbia, come venga determinato il suo compenso, con quali criteri operi l’algoritmo e quali garanzie esistano in caso di malattia, infortunio o sospensione dell’attività. L’innovazione non può mai comprimere la dignità della persona”.
Per la numero uno del sindacato, “la partecipazione deve entrare anche nell’economia delle piattaforme. L’algoritmo non è neutrale quando organizza il lavoro. Servono trasparenza, contrattazione e il diritto delle rappresentanze a conoscere e discutere i criteri che incidono sulla vita concreta delle lavoratrici e dei lavoratori. È una sfida democratica prima ancora che sindacale”.
Il nodo è quello della rappresentanza del lavoro autonomo: “Non può avere un solo modello – è stato il parere di Fumarola – Deve essere contrattuale quando c’è una controparte, istituzionale quando servono regole nuove, associativa e di servizio quando occorre accompagnare concretamente le persone. Vicinanza, ascolto e solidarietà sono gli strumenti con cui trasformiamo bisogni individuali in forza collettiva».
«La missione della CISL è unire ciò che il mercato tende a dividere, dare rappresentanza dove c’è frammentazione e costruire tutele capaci di accompagnare tutte le forme del lavoro. Perché il lavoro cambia, ma la dignità della persona resta il principio che deve guidare ogni scelta politica e contrattuale», ha sottolineato la segretaria.
“Il lavoro autonomo non è un mondo marginale né una categoria residuale. È una parte viva, plurale e sempre più decisiva del sistema produttivo italiano. Il confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo è diventato più mobile, più incerto, meno leggibile con gli schemi tradizionali. Per questo va rappresentato, tutelato e valorizzato, superando vecchi schemi che non sono più in grado di leggere la realtà”, è stata la lettura di Fumarola.
La leader del sindacato ha poi specificato: “Gli strumenti esistenti, per quanto necessari, non sono sufficienti. Vanno attivate nuove leve e rafforzate le misure già messe in campo. La trasformazione del mercato del lavoro ci impone di distinguere con chiarezza tra falsa autonomia e autonomia genuina. La prima va contrastata con decisione, perché serve troppo spesso a nascondere rapporti di subordinazione, eludere diritti e scaricare rischi sui lavoratori. La seconda, invece, va riconosciuta, qualificata e sostenuta, perché rappresenta una scelta professionale che non può essere lasciata senza adeguate tutele”.
Per Fumarola, quindi, “non possiamo continuare a costruire il welfare sulla base delle categorie contrattuali. Oggi le persone attraversano più forme di lavoro nell’arco della loro vita. È la persona che deve essere messa al centro delle protezioni, non l’etichetta giuridica del rapporto di lavoro”.

