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Il 2025 ha lasciato in eredità un mercato del lavoro in ripresa, ma urgono altri interventi

I dati Istat raccolti dal Bollettino del Cnel sono in chiaroscuro: occorrerebbero riforme strutturali

Nel 2025, il tasso di occupazione in Italia è continuato a crescere, raggiungendo i 24 milioni e 117mila occupati, secondo il Bollettino sul mercato del lavoro del Cnel, basato su dati Istat.

Il quadro è complessivamente positivo, con un miglioramento trainato soprattutto dalle donne. Tuttavia, persistono squilibri strutturali.

Il tasso di occupazione sale grazie a un incremento di 0,2 punti percentuali per gli uomini e 0,5 per le donne. Parallelamente, la disoccupazione cala di 0,4 punti complessivi, con una riduzione più accentuata tra le donne (-0,6 punti).

Sul fronte settoriale, l’84% delle donne è impiegato nei servizi: oltre 2 milioni nel commercio, nell’alberghiero e nella ristorazione, e 6,5 milioni nelle altre attività di servizio. Gli uomini, invece, vedono il 59,3% nel terziario (oltre 8 milioni), con una forte presenza nell’industria e nelle costruzioni (circa 5 milioni), dove la crescita accelera grazie alle politiche pubbliche.

Positivi i segnali territoriali: il Mezzogiorno registra l’aumento maggiore del tasso di occupazione (+0,7 punti, contro +0,1 al Centro e Nord) e la discesa più netta della disoccupazione (-0,8 punti, contro -0,3 al Centro e -0,2 al Nord), invertendo trend storici negativi.

Il divario di occupazione tra uomini e donne si riduce di 0,4 punti, al 17,4% nazionale, con una contrazione più marcata al Sud, dove però resta elevato (oltre 25 punti in Campania, Puglia e Sicilia).

Analizzando i dati per generazioni, gli over 50 mostrano maggiore resilienza: tra di loro, ci sono più occupati e meno inattivi. I giovani 15-24 anni, invece, rimangono fragili. L’incidenza dei Neet diminuisce, specie tra i diplomati e al Mezzogiorno, evidenziando però un mismatch tra formazione e domanda di lavoro, e la necessità di potenziare i percorsi di transizione all’occupazione.

In sintesi, il 2025 conferma un mercato del lavoro in ripresa, con progressi sul fronte femminile e al sud, ma richiede interventi per colmare gap strutturali.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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