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Più donne al lavoro, ma la parità di genere è ancora lontana

Per la Rome Business School, nel 2024, il tasso di occupazione femminile è aumentato dello 0,9%. Ma il gender gap rimane al 19,4%, quasi doppio rispetto alla media Ue

Il rapporto “Tra nidi, part-time e vertici” della Rome Business School, curato da Valerio Mancini, evidenzia un paradosso nell’occupazione femminile italiana: crescita in atto, ma parità di genere ancora lontana. Nel 2024, il tasso di occupazione femminile è aumentato dello 0,9%, ma il gender gap rimane al 19,4%, quasi doppio rispetto alla media Ue del 10%. Questo ritardo strutturale non deriva più dall’ingresso nel mercato del lavoro, bensì dalla difficoltà di trattenere e far progredire le donne.

La frattura emerge con la maternità: dopo la nascita di un figlio, sette dimissioni su dieci coinvolgono madri. Tra i 25 ei 54 anni, lavora il 62,3% delle donne con figli contro il 91,5% dei padri. Non si tratta solo di scelte personali, ma di un disequilibrio familiare che scarica sulle donne il peso della cura. Anche chi resta impiegata spesso frena: il 29,3% delle donne è in part-time (contro il 6,2% degli uomini), con il 15,6% involontario. Questo porta a salari inferiori, minori contributi previdenziali e carriere bloccate, con effetti cumulativi nel tempo.

Il divario è accentuato territorialmente: al Nord occupa il 62,8% delle donne, al Sud solo il 37,2%, riflettendo disparità in servizi e opportunità. Ai vertici aziendali, i progressi sono parziali: le donne sono il 43% dei consigli di amministrazione delle società quotate (dati Consob), ma solo il 2,2% sono amministratrici delegate e il 21,1% dei dirigenti. Il potere decisionale resta maschile.

Pesano anche fattori culturali e ambientali: il 13,5% delle donne denuncia molestie sul lavoro (contro il 2,4% degli uomini), generando dimissioni, rinunce e interruzioni di carriera. Il rapporto individua il nodo cruciale nella continuità professionale. Propone soluzioni come servizi per l’infanzia più diffusi, volontari part-time, percorsi di carriera trasparenti e ambienti sicuri. Senza interventi mirati, la crescita occupazionale femminile rischia di essere una vittoria incompleta, perpetuando disuguaglianze strutturali.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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