16 visualizzazioni 2 min 0 Commenti

Perché un imprenditore deve pensare positivo

Lo si evince da una ricerca di Randstad Workmonitor che ha analizzato i mercati del lavoro di 35 Paesi tra Europa, Asia e Americhe

“Io penso positivo”: il vecchio ritornello di Lorenzo Jovanotti è un must per i capi, i top manager, gli imprenditori. Lo ha sottolineato Torcha riprendendo i dati di Randstad Workmonitor che ha analizzato i mercati del lavoro di 35 Paesi tra Europa, Asia e Americhe.

Come dire? Coloro i quali sono al vertice di un’organizzazione lavorativa hanno l’obbligo di pensare positivo. In molti casi lo fanno per predisposizione e carattere, in altri perché il rischio sarebbe quello di fiaccare i dipendenti e generare pessimismo rispetto al futuro. Non stupisce dunque che la quasi totalità (95%) dei datori di lavoro a livello internazionale sia convinta che la propria azienda crescerà nel 2026.

Fa invece riflettere il fatto che appena il 51% dei lavoratori sia allineata a questa visione.

Se l’ottimismo è il profumo della vita, come ripeteva una vecchia pubblicità, è vero che certi imprenditori hanno migliorato le performance proprio vivendo periodi negativi.

Secondo uno studio di Mario Daniele Amore sulla reazione di 1.642 imprese britanniche durante la pandemia e i lockdown, ripreso dall’Università Bocconi, “gli imprenditori più ottimisti mostrano anche una migliore performance finanziaria, con un calo delle entrate inferiore di circa 8 punti percentuali rispetto al resto del campione”.

Certo – sottolinea sempre Torcha – c’è anche il rovescio della medaglia. L’ottimismo, a un certo punto, deve ancorarsi alla realtà. In un altro studio, condotto sempre da Mario Daniele Amore questa volta su 205 imprenditori spagnoli, l’esperto sostiene che “gli imprenditori troppo ottimisti sono meno inclini a rivedere al ribasso le loro aspettative dopo aver ricevuto un feedback negativo sulle performance passate. Questo li spinge a investire in troppi progetti di innovazione, indipendentemente dal loro potenziale di successo; il che, a sua volta, si traduce in una ridotta efficacia dell’innovazione”.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo