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Giovani, forti e sorprendenti: ecco dove le startup crescono di più

Dietro la Lombardia e il Lazio, si piazza la Campania con una storia emblematica: quella di Sensoworks. Fondata da un ingegnere napoletano nel 2020 all'indomani della tragedia del ponte Morandi, già sfiora il milione di fatturato. E dà lavoro (per ora) a undici persone

Quali sono le regioni italiane in cui le startup crescono di più? La classifica, stando ai dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio, non è senza sorprese. La regione più fertile si conferma essere la Lombardia con 3.454 imprese innovative, pari al 27,7% del totale nazionale. Ma a seguire ci sono il Lazio, con 1.613, il 12,4% del totale, e soprattutto la Campania. Questa regione del Sud si piazza sul podio italiano con 1.475 startup censite nel 2023, pari all’11% del totale italiano e con una crescita consistente se si pensa che a gennaio dell’anno di riferimento della ricerca – il 2023 – era al 9,97%.

La Campania, tra l’altro, è l’unica tra le prime cinque regioni della classifica a registrare un trend di crescita negli ultimi 12 mesi: +5,2%. E anche se si considerano le piccole e medie imprese innovative, i suoi tassi di crescita sono positivi: 2.834 unità, il miglior risultato di sempre.

Così, sospinto dalla Campania, il Mezzogiorno detiene il 20% delle startup italiane. Ma le soprese non finiscono qui: si scopre, infatti, che il Sud fa meglio del Nord-Est, fermo al 17,5%.

Ma come mai la Campania fa segnare quest’ottima performance? I buoni risultati vengono collegati a un contesto favorevole. La regione è seconda in Italia con 8 incubatori certificati, 7 atenei e ben 40 centri di ricerca avanzata attivi nei servizi di trasferimento tecnologico e innovazione. Di conseguenza, cresce anche il numero di startup che riescono a superare i primi anni di vita e, quindi, a consolidarsi.

Un esempio? Sensoworks, una startup nata a Napoli nel 2020 e che ha brevettato un software per il monitoraggio delle infrastrutture. Il suo fondatore, Nicolò De Carlo, è un ingegnere informatico e quest’anno prevede di realizzare un fatturato di poco inferiore al milione di euro.

“Dopo la tragedia del ponte Morandi – ha avuto modo di raccontare De Carlo  – in Italia, si è avvertita una forte esigenza di mettere in sicurezza le infrastrutture. Alcune nuove leggi hanno favorito questi interventi. Poi, il Pnrr ha impresso una accelerazione…”.

Oggi Sensowork è fornitrice di grandi imprese come Anas, Terna, Fincantieri, Acea e Gori. Ma è sbarcata anche all’estero, lavorando con l’australiana Duncan.

L’azienda di De Carlo conta 11 dipendenti e si occupa di monitoraggio continuo di strade, cavalcavia, viadotti, case, monumenti e reti idriche. E studia già come crescere: dopo un primo finanziamento ricevuto a fine 2021, prepara una nuovao perazione di aumento di capitale attraverso private equity.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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