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Chi cerca lavoro online? Ecco l’identikit sorprendente

L'osservatorio di AppLavoro: la fascia più rappresentata è quella tra 45 e 54 anni

Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, a maggio le imprese programmano oltre 544mila contratti e circa 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio, ma il mismatch resta elevato: il 42,9% dei profili ricercati risulta ancora di difficile reperimento.

In questo contesto, l’osservatorio di AppLavoro.it, piattaforma digitale italiana dedicata all’incontro tra aziende e candidati, ha analizzato il profilo degli utenti attivi nel periodo 2 gennaio 2025 – 18 maggio 2026.

E allora: chi cerca lavoro on line?

Il primo dato, quello anagrafico, è sorprendente: mostra una presenza rilevante di lavoratori adulti: il 68,4% dei candidati ha più di 35 anni. La fascia più rappresentata è quella tra 45 e 54 anni, pari al 28,7%, seguita dalla fascia 35-44 anni, al 26,9%. I candidati tra 25 e 34 anni rappresentano il 19,8%, mentre gli under 25 si attestano all’11,9%. La fascia 55-65 anni pesa per il 12,4%, mentre gli over 65 rappresentano una quota residuale.

Anche il livello di istruzione restituisce un’immagine lontana dagli stereotipi. Il 51,1% dei candidati possiede un diploma di maturità, il 35,2% ha completato la scuola dell’obbligo, l’11,8% è laureato e l’1,9% possiede un master. Complessivamente, il 64,8% del campione possiede almeno un diploma.

Dal punto di vista del genere, la componente maschile rappresenta il 53,5% dei candidati, mentre quella femminile raggiunge il 46,5%, confermando una presenza piuttosto equilibrata tra uomini e donne nella ricerca attiva di lavoro online.

Le aree professionali più rappresentate confermano il peso dei mestieri concreti e delle professioni operative. La categoria artigiani-produzione-operai è la più presente, con il 21,6% del campione. Seguono commercio-negozi con il 13,0%, ristorazione con il 12,6%, amministrazione-segreteria con l’11,1% e acquisti-logistica-trasporti con il 9,4%.

Tra le professioni specifiche più indicate dai candidati emergono commessi e addetti alle vendite con l’8,5%, impiegaticon l’8,1%, operai specializzati con il 6,5%, magazzinieri con il 5,4%, colf e addetti alle pulizie con il 5,3%, operai generici con il 4,6%, chef e cuochi con il 3,6% e camerieri con il 3,2%.

A livello territoriale, tra le province con maggiore presenza di candidati attivi emergono Torino, con il 6,2%, Roma con il 5,5%, Milano con il 4,4%, Bergamo con il 3,4%, Napoli con il 3,2%, Brescia con il 2,9% e Bari con il 2,5%. Tra le località italiane più rappresentate compaiono invece Roma, Torino, Milano, Palermo, Napoli, Genova, Bari, Catania, Verona e Bologna.

Marco Contemi, founder di AppLavoro.it, ha commentato questi dati così: “Chi cerca occupazione online non è soltanto giovane, laureato o legato alle nuove professioni tecnologiche. Vediamo una platea molto concreta, composta da lavoratori adulti, spesso diplomati, che si candidano soprattutto per ruoli operativi, commerciali, logistici, amministrativi e di servizio. Il problema, però, non riguarda solo i candidati: molte aziende, soprattutto piccole e medie imprese, non utilizzano ancora in modo strutturato gli strumenti digitali di recruiting. Questo rende più difficile intercettare profili già disponibili e finisce per ampliare il divario tra domanda e offerta di lavoro”.

Il recruiting digitale non è più un canale riservato a profili altamente qualificati o a fasce giovani della popolazione.

Allo stesso tempo, il mismatch non può essere letto solo come mancanza di lavoratori disponibili. Una parte del problema riguarda anche la capacità delle imprese di rendere visibili le proprie offerte.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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