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Sei cose da fare per conquistare tramite i social un datore di lavoro

In Italia, per dirne una, se gli iscritti a settembre 2025 a Linkedin erano 23 milioni, solo 6,4 risultavano attivi

Per dirla con il fondatore di Amazon Jeff Bezos, il personal brand è “ciò che la persone dicono di te quando non sei presente nella stanza”. La reputazione, vale a dire la carta vincente nel mondo del lavoro.

Di questo tema si è occupata la piattaforma Torcha, andando a proporre cinque azioni che tutti possono fare per rendere il proprio nome più attrattivo, magari per conquistare un datore di lavoro. Questo tanto più che sono già passati quasi vent’anni da quando la rivista Time ha scelto come persona dell’anno You, con una copertina che rifletteva il lettore tramite un selfie su carta, ma ancora oggi soltanto minoranza utilizza web e social per la promozione di se stessi o della propria attività.

Certo, il social più adatto per fare questo tipo di attività è LinkedIn, il social del lavoro. Ma in Italia se gli iscritti a settembre 2025 erano 23 milioni, solo 6,4 milioni erano quelli attivi su base mensile. E tra questi la maggior parte legge, mette like, ma non contenuti nativi, ragionati, pensati proprio per quella piattaforma.

Come dire: tanti lettori, pochi creator.

Occorre, quindi riflettere sul personal branding. Torcha sottolinea che “non significa pavoneggiarsi, ma parlare di sè, delle proprie capacità, dei propri risultati e del proprio percorso”.

Significativo è il fatto che negli ultimi anni “su LinkedIn si è sviluppato un trend che vede diverse persone condividere insuccessi, incidenti di percorso e spesso sono contenuti che raggiungono un certo grado di viralità. Sono post o video in cui gli altri si possono rispecchiare”.

In definitiva, non esistono formule magiche: ma sei cose per farsi notare positivamente si possono fare.

La prima è commentare i più bravi: tanti si concentrano sulla pagina personale, ma il personal brand si può esprimere anche sulle bacheche altrui. Perché dunque non cominciare a commentare in maniera ragionata video e post di persone autorevoli che seguiamo sui social? Non banali complimenti, ma contenuti che aggiungano valore alla conversazione. L’algoritmo ne terrà conto.

Secondo: per alimentare il personal brand puoi ispirarti anche a conversazioni fatte nella vita di tutti i giorni come uno scambio con un collega: tutto può essere utile per la condivisione social, taggando gli interlocutori e ampliando il dibattito alla propria rete.

Terzo: la bio deve essere sempre aggiornata cercando di presentare la tua professionalità in maniera diversa dagli altri.

Quarto: fatti un PED, vale a dire un piano editoriale che preveda un contenuto al giorno (o anche meno).

Quinto: impara dai migliori: guarda come i più bravi raccontano se stessi, cerca di imparare, ruba quanto più possibile per lavorare sul tuo personal brand, sui tipi di contenuto e su come realizzarli.

Infine, sesto e ultimo consiglio: non rimandare a quando tutto sarà perfetto perché non lo sarà mai. Il momento ideale per cominciare è oggi, sbagliando e imparando dagli errori.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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