1 visualizzazione 3 min 0 Commenti

Anche in Italia c’è il pericolo rivolte come in Francia e Spagna?

Segnali di autunno caldo anche nel nostro Paese. E la Cgil ha indetto una manifestazione per il 17 ottobre

L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis l’ha detto chiaro e tondo: anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per rivoltarsi come sta accadendo in Francia e Spagna. Anche in Italia, infatti, i salari, che non crescono da trent’anni, e l’inflazione (ormai al 4,2%) rendono una missione impossibile per i giovani rendersi autonomi affittando un appartamento e mettere su famiglia.

Così, i primi segnali dell’autunno caldo si annotano anche nel nostro Paese: lunedì con l’occupazione di due istituti a Torino, il liceo Regina Margherita e l’istituto tecnico Giulio. Martedì con l’occupazione di un altro istituto superiore del capoluogo sabaudo, il Lagrange, e del liceo Cavour a Roma. Molto probabilmente, è l’inizio della mobilitazione anche nelle scuole italiane, sulla scia di quanto sta sta accadendo nei Paesi a noi vicini. Tanto più che il collettivo Osa, che ha organizzato la protesta al Cavour, ha raccontato di “un’escalation repressiva dai tratti illegali, pretestuosi e violenti che ha colpito giovanissimi e giovanissime dopo un’azione politica a scuola: hanno ricevuto note, minacce di vario tipo, sanzioni, fino all’entrata della polizia a scuola”.

Fatto sta che le iniziative di protesta aumenteranno nei prossimi giorni: il 17 ottobre, ci sarà un’iniziativa della Cgil a difesa della scuola pubblica e della Costituzione. Il 20 novembre, invece, è stato indetta la giornata di “sciopero studentesco internazionale”. I ragazzi scenderanno nelle piazze per chiedere investimenti sul diritto allo studio e contro la corsa al riarmo.

Intanto, gruppi di studenti italiani aderenti alla Rete degli studenti, al collettivo Osa e all’Unione degli universitari sono volati a Parigi per esprimere solidarietà agli studenti francesi. “In queste ore abbiamo parlato con tantissimi studenti francesi – racconta Pietro Clementelli, 23 anni, arrivato da Roma – il loro sistema di selezione per l’accesso all’università sta esplodendo. La cosa bella, oggi, alla manifestazione, è stata la presenza di massa, oceanica, di studenti organizzati in corteo con l’appoggio dei sindacati. Sono determinati, non si fanno intimidire, mentre il governo non sta rispondendo alle loro richieste: si prospetta una lunga mobilitazione”.

Per i ragazzi italiani alcune ragioni della protesta francese sono simili alle rivendicazioni italiane: sottofinanziamento cronico dell’istruzione, strutture fatiscenti e un carovita insostenibile. “Quello che accade in Francia dimostra che quando gli studenti si organizzano con determinazione i risultati arrivano”, esulta Simone Montori, coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. Ma per i presidi di Anp Roma guidati da Mario Rusconi, “le occupazioni provocano solo danni, non hanno mai ottenuto risultati. In due anni le devastazioni a Roma sono costate oltre 2milioni e 500 mila euro che paghiamo noi cittadini con le tasse”.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo