La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a pesare oltre che sulla circolazione anche sulla distribuzione dei beni. Dopo il Consiglio dei ministri di ieri che ha stanziato aiuti per il settore, la situazione sta gradualmente migliorando in alcune regioni. Però la situazione resta tesa soprattutto in Campania, Puglia e Molise.
Ma tant’è: per vedere di nuovo i supermercati riforniti, Palazzo Chigi ha varato un pacchetto di aiuti per autotrasporto, agricoltura e pesca. Tra risorse sbloccate e stanziate, il sostegno complessivo è indicato intorno ai 550 milioni di euro, destinati a rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio, rafforzare il bonus carburante e sospendere per cinque mesi le rate del leasing dei mezzi.
Il decreto destina 105 milioni aggiuntivi all’autotrasporto: 110 milioni complessivi per i crediti d’imposta sullo sconto carburanti, di cui 50 milioni per alzare il plafond del periodo marzo-agosto da 430 a 480 milioni e 60 milioni per coprire settembre e i primi giorni di ottobre. Sono previsti inoltre 60 milioni per il carburante agricolo e 10 milioni per la pesca.
Il governo ha anche annunciato una ripartizione del costo del gasolio con i committenti, per non far gravare l’intero aumento solo sugli autotrasportatori, oltre alla sospensione dei leasing fino a marzo 2027.
Dopo gli accordi con alcune associazioni, i picchetti hanno ridotto la portata della protesta, ma permangono criticità lungo l’A1 e soprattutto al nodo con l’A30 Caserta-Salerno. Nei giorni scorsi, era stata chiusa temporaneamente l’interconnessione A1-A30, con code di diversi chilometri verso Roma, mentre l’uscita di Nocera-Pagani sulla A30 è rimasta interessata dalle manifestazioni.
Fatto sta che in Sicilia e Calabria le principali organizzazioni hanno sospeso i blocchi, mentre in Campania, Puglia, Molise e Basilicata alcuni comitati hanno annunciato il proseguimento dei presidi almeno fino al nuovo tavolo di confronto previsto per il 27 ottobre.
Il Garante ha chiesto la precettazione dei servizi, rilevando che i blocchi stanno compromettendo gli approvvigionamenti di beni di prima necessità, farmaci e carburante.
Sul fronte dei supermercati, dunque, già nelle prossime ore frutta e verdura fresca dovrebbero tornare in gran parte dei punti vendita.
In Campania, Puglia e Molise, invece, gli scaffali potrebbero rimanere parzialmente vuoti ancora per alcuni giorni perché le merci devono ripercorrere l’intera filiera dalle piattaforme logistiche ai negozi. Una normalizzazione più ampia è attesa dopo la sospensione dei presidi e, in ogni caso, in prossimità del tavolo del 27 ottobre.

