Le italiane hanno vinto quattro partite su quattro nella terza giornata di Champions: dodici punti su dodici, sette giorni dopo il peggior turno della loro storia. Valgono 8,4 milioni di premi UEFA. Il Como ha firmato il colpo più forte.
La settimana scorsa erano arrivate quattro sconfitte su quattro: non era mai successo.
Napoli, le rose: Kevin, Scott e quel sinistro
Il Napoli si prende il buono, e ne aveva bisogno. Veniva da cinque sconfitte in otto partite, l’ultima a Venezia contro una squadra ancora a zero punti.
Allegri ha messo De Bruyne davanti alla difesa e Lobotka a riposo. Vederlo giocare in mezzo al campo è un piacere: nel primo tempo ha creato tre occasioni, più di chiunque altro in campo, secondo le statistiche di Sky Sport.
Una è il filtrante del 41′ che ha mandato in porta McTominay per il 2-1.
Anguissa è tornato titolare dopo la lesione all’adduttore rimediata a Firenze il 20 settembre, e ha retto quasi un’ora. Il Bodø ha pareggiato al 62′, poco dopo la sua uscita.
Anche a mezzo servizio, nessun altro centrocampista del Napoli ha le sue caratteristiche.
Politano ha segnato dopo 53 secondi, al volo di sinistro sul cross di Spinazzola.
A Villarreal, sette giorni prima, aveva regalato l’1-1 a Mikautadze con un retropassaggio corto. «Ci metto la faccia», aveva detto a Sky Sport.
Martedì ci ha messo il sinistro, e poi il cross per il 3-2: un gol quasi bello come il volo di Monza dell’aprile 2024, finito sotto l’incrocio.
A inizio settembre McTominay si è sottoposto a un’ablazione per una lieve aritmia benigna, come ha comunicato il club, ed è rientrato il 10 ottobre. Ci si era quasi dimenticati di quanto fosse mancato.
Contro il Bodø ha segnato due gol e colpito un palo. Per Allegri è ancora lontano dal suo livello, eppure si carica il Napoli sulle spalle, come sempre.
Il Napoli, però, torna fragile, fragilissimo, quasi inerme, ogni volta che gli altri arrivano al limite dell’area. Lo ha ammesso anche Allegri: «Quando siamo nella nostra metà campo siamo fragili».
Il Bodø ha toccato 29 palloni nell’area azzurra, tanti quanti il Napoli in quella norvegese. Gli ha segnato tre gol, dopo averne fatto uno solo nelle prime due giornate.
Il Napoli verticalizza che è una bellezza, con il belga in mezzo. Quando c’è da difendere, però, la metà campo resta terra di nessuno, preda di facili conquiste.
Ha subito sette gol in tre partite di Champions: non difende bene con i singoli, con il reparto, con il collettivo.
Deve lavorare, lavorare e lavorare: trovare equilibri, organizzazione e idee, poi insistere su quelle. Recuperare fiducia e campioni, fare punti, soffrire meno.
Como, la lezione al Manchester United
Il Como ha battuto lo United 4-1 con la doppietta di Nico Paz e i gol di Douvikas e Jacobo Ramón. Per lunghi tratti è sembrata una partita tra squadre di categorie diverse.
Nel primo tempo ha tenuto il 64% del pallone e concesso tre tiri, secondo SofaScore. Nella ripresa ha segnato tre gol in 27 minuti.
Lo United ha tirato di più, 13 volte contro 11, e ha vinto più duelli. Il Como però ha centrato la porta otto volte contro quattro, con 2,04 gol attesi contro 1,05.
È il progetto di Fàbregas: nel 2019 il Como era in Serie D, oggi gioca la prima competizione UEFA dei suoi 119 anni con coraggio e organizzazione da grande.
Lo United di Michael Carrick non vince dal 10 settembre.
Roma e Inter, due vittorie diverse
La Roma ha travolto lo Slovan Bratislava 4-0 con quattro marcatori diversi: Hermoso, Molina, Pisilli e Malen su rigore.
È la prima vittoria in Champions dal 12 febbraio 2019, ha ricordato Sportmediaset, e arriva sei giorni dopo il 4-3 subito dal Real di Mourinho.
L’Inter ha battuto lo Shakhtar 1-0 giocando in dieci per oltre venti minuti, dopo l’espulsione di Bastoni per doppia ammonizione.
Mkhitaryan è entrato al 75′ e due minuti dopo ha mandato in gol Carlos Augusto.
Sono i primi punti dei campioni d’Italia, dopo quattro sconfitte di fila in Champions, due contro il Bodø a febbraio.
Per entrare tra le prime 24 serviranno almeno 10 o 11 punti. A Inter e Napoli ne mancano almeno sette, in cinque partite.
Il Como ha già l’aria di chi sa dove andare. Il Napoli deve ancora capirlo, e sabato al Maradona arriva la Roma di Gasperini.
Quale delle quattro arriverà più lontano?

