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La protesta della Cgil per chi rimane a lavorare a Ferragosto

La Filcams: "Il diritto allo svago e al tempo libero di milioni di persone garantito dal sacrificio permanente di chi lavora nel commercio"

Non tutti vanno in ferie in questi giorni di Ferragosto. C’è chi continua a lavorare. E per la Filcams Cgil non è giusto.

Fabrizio Russo, il suo segretario generale, l’ha messa così: “Non possiamo continuare ad accettare che il diritto allo svago e al tempo libero di milioni di persone venga garantito attraverso il sacrificio permanente di chi lavora nel commercio. Dietro ogni centro commerciale aperto a Ferragosto ci sono lavoratrici e lavoratori che chiedono semplicemente salari dignitosi, orari sostenibili, stabilità occupazionale e il diritto a conciliare lavoro e vita privata. È arrivato il momento di rimettere al centro la qualità del lavoro e di superare un modello che produce lavoro povero e precarietà. Occorre riaprire il confronto sulle aperture festive e restituire valore al lavoro nel commercio, attraverso la contrattazione e un nuovo equilibrio tra esigenze delle imprese e diritti delle persone”.

La Filcams Cgil, inoltre, ha avuto modo di sottolineare come da anni sia impegnata a denunciare un modello occupazionale della grande distribuzione organizzata fondato su contratti di 20 ore settimanali.

Secondo il sindacato, il dato più significativo riguarda la natura del part-time, che è spesso imposto e non scelto.

Nel commercio il part time è imposto in quasi sei casi su dieci, il 57,8%, “un meccanismo che produce salari insufficienti, rende impossibile costruire un reddito adeguato e allo stesso tempo impedisce al lavoratore di cercare una seconda occupazione. In altri termini, il part-time nel commercio è diventato uno strumento di impoverimento strutturale”.

Per la Filcams Cgil la deregolamentazione degli orari commerciali non ha prodotto né più occupazione né un reale incremento dei consumi. Ha invece alimentato un modello che scarica il peso della competitività esclusivamente sulle condizioni di lavoro, aumentando precarietà, flessibilità forzata e disponibilità continua.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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