19 visualizzazioni 3 min 0 Commenti

Sud, cresce il reddito delle famiglie: boom a Ragusa e Benevento. Ma il Nord resta lontano

Dossier di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne: nel Meridione l'economia è dinamica, ma la disponibilità di denaro resta inferiore a quella di Milano e dintorni

La notizia buona è che il reddito disponibile delle famiglie cresce più al Sud che al Nord, con addirittura sei province meridionali nelle prime dieci posizioni della classifica nazionale. Quella cattiva è che, a dispetto delle discrete performance registrate nel 2024, i livelli di reddito disponibile delle famiglie residenti al Sud restano lontani da quelli delle famiglie residenti al Nord. A fotografare questa Italia perennemente “a due velocità” è l’analisi che Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne hanno condotto sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici a valori correnti.
Per comprendere la crescita del reddito disponibile delle famiglie meridionali basta dare un’occhiata alla classifica delle province italiane stilata da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne. Al secondo posto spicca quella di Ragusa che, tra 2023 e 2024, fa registrare un aumento del reddito disponibile delle famiglie residenti di circa il 5,5%: un valore che colloca la provincia siciliana a breve distanza da quella di Rimini, prima in classifica con una crescita del 5,78. Nelle prime dieci posizioni troviamo anche le province di Benevento, Caltanissetta, Siracusa e Bari, dove il reddito disponibile delle famiglie cresce tra il 4,85 e il 4,68%.
Se si vuole avere l’esatta dimensione del divario che ancora separa il Nord dal Sud, tuttavia, basta osservare non la parte iniziale ma quella finale della classifica delle province per reddito disponibile pro capite delle famiglie consumatrici. Qui si nota che 18 delle ultime 20 posizioni della graduatoria sono occupate da territori meridionali. In coda c’è Foggia, dove i nuclei possono contare su un reddito che non arriva a 15mila euro, poi Agrigento e Caserta, dove quella soglia è appena superata. Un altro elemento che aiuta a comprendere il divario tra Nord e Sud è relativo al reddito disponibile a Milano e dintorni, che occupano il primo posto in classifica: se a Foggia non si arriva a 15mila euro, qui si superano i 36mila.
Il dossier stilato da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, dunque, smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico. Peccati che da Roma in giù il reddito disponibile pro-capite resta inferiore di 23 punti rispetto alla media italiana. E ancora, se nel Mezzogiorno la variazione del reddito disponibile risulta superiore a quella del Centro-Nord, il valore della componente retributiva evidenzia un divario di circa venti punti percentuali rispetto al resto del paese.
In più, come emerge sempre dal dossier stilato da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, si conferma il primato delle città metropolitane: il reddito pro-capite superiore del 14% rispetto alle altre province, anche per effetto delle retribuzioni più alte di quasi un terzo sostenute dalla concentrazione di attività direzionali meglio pagate e dal più elevato costo della vita, ne fa degli autentici hub di sviluppo.

Avatar photo
Collaboratrice - Articoli pubblicati: 9

Giornalista professionista, si occupa delle intersezioni tra mercato del lavoro, dinamiche economiche e trasformazioni sociali. Con un approccio analitico ma sempre attento al lato umano, esplora come le grandi decisioni finanziarie ricadano sulla quotidianità dei cittadini e sulla cultura contemporanea

Scrivi un commento all'articolo