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Perché oggi le Usb hanno indetto lo sciopero generale

"Autunno caldo", quest'anno, non è un semplice slogan: il 20 altra mobilitazione della Cgil

“Autunno caldo” quest’anno non è solo uno slogan. Oggi, 30 ottobre, le Usb hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore nel pubblico e nel privato, con fasce di garanzia. La Cgil, invece, ha proclamato la propria mobilitazione generale per il 20 novembre.

Ma quali sono le motivazioni di queste mobilitazioni? Entrambe le azioni hanno al centro il carovita e la perdita di potere d’acquisto, ma l’Usb insiste maggiormente su guerra, riarmo e welfare, mentre la Cgil collega la protesta alla legge di bilancio e ai rinnovi contrattuali.

Le Usb spiegano la mobilitazione con l’aggravarsi del costo della vita, in particolare per l’aumento dei prezzi dei carburanti e dei beni essenziali, che erode i salari e le pensioni. Il sindacato chiede aumenti salariali “veri e immediati”, il recupero dell’inflazione reale e premi certi, anziché misure una tantum o forme di welfare sostitutivo.

Un secondo nucleo delle rivendicazioni riguarda il lavoro: riduzione dell’orario a parità di salario, assunzioni stabili, contrasto alla precarietà e limitazione di appalti e esternalizzazioni. L’Usb lega queste istanze alla difesa dei servizi pubblici — sanità, scuola, trasporti, assistenza e casa — ritenuti indeboliti dalle scelte di spesa pubblica.

Infine, l’Usb contesta esplicitamente la “trasformazione bellica” dell’economia e l’aumento degli investimenti nel riarmo, che secondo il sindacato sottraggono risorse a servizi e salari. La protesta si intreccia anche con la difesa del diritto di sciopero e con mobilitazioni contro la guerra e la militarizzazione dei porti.

La Cgil sciopererà il 20 novembre per chiedere un confronto reale sul disegno di legge di bilancio e risposte al carovita, che il sindacato considera aggravato dall’aumento dei prezzi energetici e dall’assenza di politiche efficaci del Governo.

Nel proclamare lo sciopero, la confederazione critica le scelte economiche e di bilancio, a partire dalla maggiore spesa per il riarmo, e chiede più risorse per salute, istruzione, politiche sociali, non autosufficienza e sostegno all’abitare. Chiede inoltre il blocco dell’aumento dell’età pensionabile, la piena rivalutazione delle pensioni e interventi su salute e sicurezza sul lavoro.

Sul piano fiscale, la Cgil denuncia l’aumento delle disuguaglianze e richiede una maggiore progressività delle imposte, una lotta più efficace all’evasione, la restituzione del fiscal drag e meccanismi di indicizzazione dell’Irpef all’inflazione.

La mobilitazione punta infine a salari e occupazione: i futuri rinnovi contrattuali, pubblici e privati, dovrebbero recuperare e aumentare il potere d’acquisto, anche con stanziamenti pubblici per i contratti pubblici. La Cgil aggiunge la richiesta di una strategia di sviluppo per il Paese, con particolare attenzione al Sud e alle filiere esposte alle trasformazioni tecnologiche e ambientali, oltre a misure per studio, precarietà e nuove generazioni.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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