1 visualizzazione 2 min 0 Commenti

I bisogni dei professionisti nell’era dell’Intelligenza artificiale

L'indagine dell’Osservatorio di Confprofessioni: "C'è una nuova consapevolezza, non basta più la competenza tecnica"

La terza edizione dell’indagine sulla formazione continua condotta dall’Osservatorio di Confprofessioni, che ha coinvolto 1.295 professionisti, si è soffermata su come utilizzare l’Intelligenza artificiale e più in generale le nuove tecnologie per rinsaldare la competitività delle nostre imprese.

Dall’analisi è scaturito che c’è bisogno sempre più di nuove competenze per fare innovazione e stare al passo con il mercato.

Nello specifico, ai professionisti è stato chiesto quali temi approfondirebbero maggiormente qualora avessero accesso a percorsi formativi di alta qualità. Ebbene: innovazione e digitalizzazione sono state le risposte più comuni, indicate dal 43,7% della platea intervistata, davanti all’aggiornamento tecnico-professionale e normativo, al 32,1%.

A bene vedere, questo dato segna una svolta, perché indica chiaramente come la formazione obbligatoria erogata finora dagli Ordini debba essere ripensata per aiutare il professionista a far fruttare le competenze tecniche e a migliorare le risorse, anche umane, di cui dispone.

Ma le indicazioni sono state anche altre: tra i temi più citati, è comparsa la gestione dello studio o dell’attività professionale (21,7% dei rispondenti). Tra le competenze ritenute essenziali emergono, soprattutto, la gestione del tempo e delle priorità (25,3%), una comunicazione efficace (21,0%), la capacità di leadership (14,6%) e di problem solving (13,9%).

Come dire: siamo entrati in una nuova era. E sono soprattutto i più giovani a essere consapevoli di dover affrontare la competizione con nuovi strumenti.

Marco Natali, presidente di Confprofessioni, l’ha messa così: “I dati dimostrano chiaramente che l’essenza del lavoro professionale è profondamente cambiata: oggi non basta più la competenza tecnica. Il professionista è ormai un manager a tutti gli effetti, chiamato a gestire clienti, collaboratori, processi digitali e la sostenibilità economica dello studio. In questa nuova dimensione, le competenze trasversali e l’organizzazione non sono più un’opzione, ma pilastri fondamentali per restare competitivi”.

Il tutto sta nello stare al passo coi tempi.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo