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I VECCHI RE NON VOGLIONO ABDICARE. E LE ISOLE SOGNANO

Il secondo turno del Mondiale 2026 cala il sipario nella notte: Messi riscrive la storia, Ronaldo si sblocca, Mbappé e Haaland rispondono. Ma il vero brivido arriva da mezzo milione di abitanti in mezzo all’Atlantico.

C’è una notte, in ogni Mondiale, in cui capisci che tipo di torneo sarà. È arrivata. Con il fischio finale dell’ultima sfida del secondo turno, la fase a gironi del primo Mondiale a 48 squadre, spalmata fra Stati Uniti, Canada e Messico, abbiamo già un racconto che non somiglia a nessun altro: i fenomeni che ci hanno cresciuti continuano a segnare come se il tempo non li riguardasse, e intanto, sotto di loro, si muovono favole che fino a un anno fa nessuno avrebbe osato scrivere.

Partiamo da dove deve partire ogni editoriale onesto: dal numero che resterà.

Messi, e poi gli altri

A Dallas, Lionel Messi ha fatto la cosa più difficile di tutte: ha sbagliato un rigore al 9’ e non è crollato. Anzi. Ha segnato due gol, uno di prima intenzione su assist di Medina, l’altro nel Recupero, e l’Argentina ha steso l’Austria 2-0, qualificandosi agli ottavi con un turno d’anticipo. Quei due gol valgono il record assoluto di marcature ai Mondiali: 18 reti, una in più di Miroslav Klose, che resisteva dal 2014. Con la tripletta all’Algeria all’esordio, fa cinque gol in due partite a 38 anni.

C’è una coincidenza che fa venire i brividi: il sorpasso su Klose è arrivato esattamente quarant’anni dopo, giorno per giorno, dal “gol del secolo” di Maradona all’Inghilterra nel 1986. Un altro numero 10 argentino, un altro Mondiale, lo stesso destino. Messi è il terzo giocatore della storia a segnare in sei partite consecutive del torneo, dopo Just Fontaine (1958) e Jairzinho (1970). Compagnia non male.

Ma se pensavate che il duello per lo Scarpa d’Oro fosse già chiuso, vi siete distratti. Poche ore dopo, a Philadelphia, Kylian Mbappé ha festeggiato la sua centesima presenza con la Francia nel modo più Mbappé possibile: doppietta all’Iraq, 3-0, ottavi in tasca. È a quota quattro nel torneo, attaccato a Messi, e i Bleus lo sanno bene. Una nota che impone rispetto: il ct Didier Deschamps ha perso la madre proprio martedì mattina e salterà la sfida con la Norvegia per il funerale. Il calcio, certe

mattine, è la cosa meno importante.

E a proposito di Norvegia: Erling Haaland non è venuto a fare la comparsa al suo primo Mondiale. Doppietta al Senegal (3-2), quattro gol in due gare, e la Norvegia, assente dal

1998, vola agli ottavi firmando le prime due vittorie consecutive della sua storia ai Mondiali. Il gigante di Manchester viaggia a 59 reti in 52 presenze in nazionale. Fa quasi paura.

La notte di Cristiano

Poi c’è lui. Perché un Mondiale senza la sua ombra non sarebbe lo stesso.

Cristiano Ronaldo era arrivato a Houston sotto processo. Un misero 1-1 col Congo all’esordio, due occasioni divorate, i giornali a invocare la panchina, il ct Martínez sotto pressione per averlo confermato a 41 anni. Risposta: doppietta (6’ e 39’) nel 5-0 all’Uzbekistan, completato dalla punizione capolavoro di Nuno Mendes, un’autorete e il sigillo di Rafael Leão.

I numeri sono fantascienza. Ronaldo diventa il primo calciatore a segnare in sei edizioni diverse del Mondiale: 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026, un primato che lo porta perfino davanti a Messi su questo specifico terreno. È anche il secondo marcatore più anziano nella storia del torneo (41 anni e 138 giorni), dietro soltanto al leggendario Roger Milla del 1994. Dieci gol mondiali in carriera, più di Eusébio. Lo “siuu” è risuonato per 68.777 persone. I vecchi re, stanotte, non avevano alcuna intenzione di abdicare.

E ora la favola: Capo Verde, il sogno arriva dall’oceano

Qui l’editoriale si commuove un po’, perdonatemelo.

Capo Verde, un arcipelago di mezzo milione di abitanti, numero 63 del ranking FIFA, alsuo primo Mondiale assoluto, dopo aver tenuto in scacco la Spagna campione d’Europa (0-0) ha pareggiato 2-2 con l’Uruguay, due volte campione del mondo. Non un episodio: un’identità. I “Tubarões Azuis” (gli Squali Blu) sono andati avanti con una punizione siluro di Kevin Pina da 34 metri, il primo gol mondiale nella loro storia, si sono fatti rimontare da Araújo e Canobbio a fine primo tempo, e poi hanno riacciuffato la Celeste grazie a un erroraccio del quarantenne Muslera, punito dal neoentrato Hélio Varela.

Risultato: con un punto contro l’Arabia Saudita, all’ultima giornata, Capo Verde può entrare nella storia volando agli ottavi. A mezzo milione di abitanti. È la fotografia di questo Mondiale: il formato a 48 squadre ha aperto la porta, e c’è chi è entrato per restare.

Dall’altra parte, l’Uruguay di Bielsa, già senza Suárez per una frattura interna mai ricucita, rischia l’eliminazione e dovrà battere la Spagna per sopravvivere.

Ma la favola caboverdiana non è sola. Tenetevi forte per un dato: l’Egitto di Salah ha battuto 3-1 la Nuova Zelanda firmando la sua prima vittoria a un Mondiale dal lontano debutto del 1934. Novantadue anni d’attesa, spazzati via da una rimonta in otto minuti con Zico, lo stesso Salah e Trezeguet. E poi c’è Curaçao, la nazione meno popolosa di sempre a un Mondiale (circa 156.000 abitanti): travolta 7-1 dalla Germania, si è rialzata e ha strappato uno storico 0-0 all’Ecuador. Un punto che pesa come un trofeo.

Il giro dei dodici gironi: cosa ci ha lasciato il secondo turno

Mentre i gruppi della seconda metà dell’alfabeto chiudevano stanotte, i primi sei stanno già entrando nel turno decisivo. Ecco la mappa completa, girone per girone.

Girone A. Il Messico padrone di casa è una macchina: 2-0 al Sudafrica nel tempio dell’Azteca all’esordio, poi 1-0 alla Corea del Sud. Sei punti, qualificazione vicinissima e l’entusiasmo di un’intera nazione. La Corea insegue, Cechia e Sudafrica restano vive per un

soffio.

Girone B. Statement degli altri padroni di casa: il Canada, dopo il pari con la Bosnia, ha demolito 6-0 il Qatar. Quattro punti, appaiato alla Svizzera: stanotte lo scontro diretto vale il primo posto. Il Mondiale di casa, per i canadesi, è già un successo a prescindere.

Girone C. Il Brasile non convince ancora: 1-1 col Marocco, poi un più rassicurante 3-0 ad Haiti. Ma occhio, perché il Marocco, semifinalista nel 2022, è lì, a pari punti, e non sembra un caso. Stasera la verléide: Scozia-Brasile a Miami, con i verdeoro chiamati a cambiare marcia.

Girone D. Gli Stati Uniti ospitanti sono già agli ottavi: 4-1 al Paraguay, 2-0 all’Australia, sei punti, percorso netto. La sorpresa in negativo è la Türkiye, data tra le possibili outsider e invece ferma a zero dopo due sconfitte: rischia un’eliminazione clamorosa.

Girone E. La Germania è tornata a fare la Germania: 7-1 a Curaçao, 2-1 alla Costa d’Avorio, sei punti e attacco scatenato. Dietro, la Costa d’Avorio prova a difendere il secondo posto dal sogno-Curaçao.

Girone F. Spettacolo asiatico: il Giappone ha rimontato i Paesi Bassi (2-2) e poi annichilito la Tunisia 4-0, agganciando l’Olanda in vetta a quota quattro. Gli orange hanno risposto con un 5-1 alla Svezia. Sarà battaglia vera fino all’ultimo minuto.

Girone G. Oltre all’impresa storica dell’Egitto, la notizia è la crisi del Belgio: data favorita del girone, è inciampata in due pareggi (1-1 e 0-0) e nell’ultima ha pure chiuso in dieci per l’espulsione di Ngoy. La generazione d’oro fatica a brillare; l’Egitto di Salah comanda, l’Iran resta aggrappato.

Girone H. La Spagna vola con ordine (0-0 con Capo Verde, poi 4-0 all’Arabia Saudita) e guida il gruppo. Ma il racconto, lo sapete, ce lo siamo già goduto: è quello degli Squali Blu.

Girone I. Francia e Norvegia a punteggio pieno, entrambe già qualificate: venerdì lo scontro diretto per il primo posto sarà un duello di pura potenza, Mbappé contro Haaland.

Crollo invece per il Senegal, tra le possibili sorprese della vigilia e già con un piede fuori a zero punti.

Girone J. Lo show è di Messi, ma attenzione all’Algeria, che ha rialzato la testa battendo 2-1 la Giordania (già eliminata) e si gioca il secondo posto con l’Austria di Rangnick.

L’Argentina campione del mondo, intanto, marcia.

Girone K. Sorpresa silenziosa: la Colombia è prima a punteggio pieno (3-1 all’Uzbekistan,

1-0 al Congo), davanti perfino al Portogallo di Ronaldo. La sfida diretta deciderà la vetta.

Curiosità da pelle d’oca: la RD Congo ha conquistato il suo primo storico gol e punto mondiale contro il Portogallo all’esordio, e tra i suoi tifosi c’è un uomo che resta immobile su un piedistallo per tutta la partita, “per dare forza emotiva alla squadra”.

Girone L. L’Inghilterra di Tuchel ha acceso e poi spento: 4-2 spettacolare alla Croazia, poi uno spento 0-0 col Ghana in cui è stata pure fortunata a non concedere un rigore. Il Ghana è la sorpresa: a pari punti con gli inglesi, dopo aver piegato Panama con un gol al 95’. La Croazia finalista del 2018 si è rimessa in carreggiata con l’anziano Budimir (34 anni), e Panama è già fuori.

Cosa resta, stamattina

Resta l’impressione di un Mondiale a doppia velocità, e bellissimo proprio per questo. Sopra,

i monumenti — Messi, Ronaldo, Mbappé, Haaland — che si rifiutano di passare il testimone e anzi ne aggiungono di nuovi alla bacheca della storia. Sotto, un mondo che si è allargato sul serio: l’Egitto che aspettava una vittoria dal 1934, Curaçao che esiste sulla mappa del calcio per la prima volta, e quell’arcipelago di mezzo milione di anime che gioca senza paura contro chi i Mondiali li ha vinti.

Il formato a 48 squadre era nato tra mille critiche. Stanotte, guardando Capo Verde correre, è difficile non pensare che, almeno per le favole, abbia fatto centro.

I giochi sono apertissimi. E il bello, quello vero, deve ancora cominciare.

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Autore - Articoli pubblicati: 66

Studente di Giurisprudenza, con esperienza amministrativa e interesse per ambito legale, aziendale e risorse umane.

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