In Italia ci sono sempre più pensionati. Itinerari Previdenziali evidenzia che sono arrivati a 16,3 milioni. E che il 43,9% è totalmente o parzialmente assistito. Inoltre, la spesa previdenziale nel 2024 cresce e supera i 286 miliardi (+7,1%) soprattutto grazie al recupero dell’inflazione ma grazie all’aumento dell’occupazione e alla crescita delle retribuzioni monetarie salgono anche i contributi (a 260,59 miliardi).
Benché resti in negativo, migliora il saldo previdenziale che passa dai -30,72 miliardi del 2023 ai -25,55 dell’ultima rilevazione.
Lo si legge sempre nel report di Itinerari previdenziali appena presentato che segnala come il rapporto attivi/pensionati abbia raggiunto quota 1,4758 “il miglior dato mai rilevato nella serie storica della pubblicazione”.
“Sono dati che descrivono un sistema – si legge – tutto sommato in equilibrio, ma la cui stabilità futura dipenderà dalla capacità di fronteggiare la più grande transizione demografica di tutti i tempi tenendo sotto controllo sia l’età pensionabile sia l’eccessiva commistione tra previdenza e assistenza cui si è assistito negli ultimi anni”.
“Considerando il forte invecchiamento della popolazione, si legge ancora, l’obiettivo per l’Italia potrebbe essere quello di raggiungere un rapporto di 1,6/1,7 attivi per ogni pensionato e, in effetti, le previsioni per gli anni a venire suggeriscono un lento ma progressivo miglioramento.
Affinché queste stime si concretizzino, sarà però necessario investire in politiche industriali che rilancino la stagnante produttività del Paese, e quindi migliorare le politiche attive per il lavoro, soprattutto allo scopo di migliorare i tassi occupazionali (sì da record in Italia, ma pur sempre da fanalino di coda nel confronto con l’Ue) e arginare il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro”.

