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Adapt svela chi sono i lavoratori domenicali

L'alberghiero e la ristorazione sono i settori che maggiormente li occupa con il 66,7% del totale

In Italia, il lavoro domenicale è un fenomeno strutturale che coinvolge oltre un quinto dei lavoratori dipendenti, con profonde implicazioni sulla qualità della vita e sulla regolazione contrattuale.

Secondo un’elaborazione Adapt basata sui dati Eurostat, il 21,6% degli occupati presta servizio la domenica, pari a più di un dipendente su cinque. Questo aggregato nasconde però una variabilità significativa: su cento lavoratori domenicali, il 26,85% lo fa “talvolta” (5,8% del totale occupati), mentre il 73,14% vi si dedica abitualmente (15,8% complessivo).

La distribuzione di genere mostra parità nell’incidenza abituale (15,8%), ma le donne risultano leggermente più esposte: 16,1% contro il 15,6% degli uomini. I dati Istat del quarto trimestre 2024, periodo di minor picco, stimano 4.202.154 occupati domenicali, il 17,5% del totale, confermando la pervasività del trend nonostante la stagionalità.

La differenziazione settoriale è marcata e riflette le logiche operative dei comparti.

L’alberghiero e la ristorazione dominano con il 66,7% (oltre un milione di lavoratori), trainati da consumi leisure. Segue l’agricoltura, silvicoltura e pesca (26,4%), il commercio (23,4%), l’amministrazione pubblica e difesa (22,5%), i trasporti e magazzinaggio (20,2%). Valori medi si rilevano in istruzione, sanità e servizi sociali (17%), altri servizi collettivi (17,6%). Più bassi nelle attività immobiliari e professionali (11,9%), informazione e comunicazione (8,2%), industria (6,5%), finanza e assicurazioni (3,6%), con le costruzioni al minimo (2,2%), tipicamente feriali.

Francesco Alifano, ricercatore ADAPT e assegnista all’Università di Modena e Reggio Emilia, commenta: «Questi numeri riflettono la trasformazione dei consumi e l’allungamento dei servizi, che ridefiniscono i ritmi lavorativi. Non è solo quantità, ma intensità e gravosità, con effetti su conciliazione vita-lavoro. La contrattazione collettiva può regolare il domenica, valorizzando specificità settoriali e territoriali, garantendo volontarietà e flessibilità controllata».

Il lavoro festivo, dunque, non è episodico ma radicato, spinto da domanda continua e modelli economici mutati. Interpella sindacati, imprese e policymaker su tutele, maggiorazioni, riposi compensativi e diritti. In un contesto di gig economy e aperture festive, bilanciare produttività e benessere resta cruciale: senza regole ad hoc, rischia di accentuare squilibri, specialmente per donne e settori ad alta intensità. Il dibattito pubblico deve evolvere verso contrattazioni inclusive, per un lavoro sostenibile.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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