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Sos dai pizzaioli: senza riconoscimento professionale, intero settore a rischio

Il comparto alimenta un fatturato di 15miliardi di euro l'anno con 300mila addetti, Per il futuro, però, occorre definire i contorni e valorizzare il mestiere

I pizzaioli sono ricercatissimi. E il motivo è presto detto: la pizza, simbolo del Made in Italy, muove un fatturato di 15 miliardi di euro con più di 50mila locali, oltre 300mila addetti e 8 milioni di prodotti sfornati ogni giorno. Eppure i pizzaioli non godono di una posizione giuridica riconosciuta, il che rischia di pregiudicare il loro futuro. Il paradosso è emerso durante la seconda edizione di Pizza Convention, il grande evento che ha trasformato le Officine Farneto di Roma nel centro nevralgico dell’arte bianca.
Il risultato della due giorni, ideata da Pietro Ciccotti di Excellence con la cura editoriale della giornalista Laura Mantovano, è un Manifesto programmatico per la tutela del mestiere del pizzaiolo, indispensabile per portare avanti il percorso di riconoscimento di questa figura professionale e valorizzarne competenze, formazione, ruolo economico e culturale. Cuore del documento è la definizione dei contorni della figura del pizzaiolo, così costruire un modello culturale riconoscibile e replicabile in tutto il mondo senza distinzioni di linguaggi e nazionalità. Il che, in concreto, dovrebbe tradursi in un percorso istituzionale e in investimenti sul fronte della formazione.
A Pizza Convention ha partecipato anche la senatrice Gisella Naturale, prima firmataria di un disegno di legge che punta proprio al riconoscimento della figura professionale del pizzaiolo. «Il mestiere del pizzaiolo è intrinsecamente legato alla storia della nostra terra e può offrire alle nuove generazioni un futuro professionale in Italia – ha detto la parlamentare – perciò non possiamo rischiare di perdere questa priorità».
La politica, dunque, sembra raccogliere l’appello lanciato da molti addetti ai lavori. «Qui a Roma – ha sottolineato Antonio Pace, presidente dell’associazione Verace Pizza Napoletana – è emersa più che mai la volontà concreta di definire a livello normativo la professione del pizzaiolo. È un passaggio fondamentale per rafforzare la dignità di un mestiere secolare». «La sensazione – ha aggiunto Franco Pepe di Pepe in Grani – è che, dopo anni, si faccia sul serio. Se riusciamo a dialogare con la politica, vuol dire che c’è una speranza per il futuro che parte inevitabilmente dalla formazione».
Grande spazio, infine, al ruolo delle donne. I dati presentati durante la manifestazione descrivono una presenza femminile davanti ai forni ancora ridotta al 2%. Eppure il contributo di eccellenza apportato dal gentil sesso al settore è determinante in termini di ricerca, innovazione e capacità imprenditoriale. Prova ne è il premio Maestre delle pizza consegnato a sei grandi interpreti dell’arte bianca come Petra Antolini, Marzia Buzzanca, Amalia Costantini, Isabella De Cham, Roberta Esposito e Filomena Palmieri.

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Autore - Articoli pubblicati: 69

Studente di Giurisprudenza, con esperienza amministrativa e interesse per ambito legale, aziendale e risorse umane.

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