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Chiara Saraceno: “I disoccupati sono al minimo, ma il lavoro è instabile”

Con la fine dei fondi del Pnrr, la sociologa del lavoro prevede che tutti i nodi verranno al pettine

Stando all’analisi della sociologa del lavoro Chiara Saraceno, non c’è molto da gioire davanti agli ultimi dati Istat che, riferendosi allo scorso mese di novembre, danno la disoccupazione a un livello che non era mai stato così basso, al 5,7%.

Il perché è presto detto: se i disoccupati sono al minimo, il lavoro è instabile.

Oggi, l’ha spiegato in un articolo apparso sulla Stampa: “I dati sull’occupazione di novembre mostrano un mercato del lavoro che, nonostante l’apparente stabilità, dà qualche segnale di affanno, una situazione che potrebbe anche peggiorare con la fine dei fondi Pnrr. Su base mensile, calano, infatti, sia il tasso di occupazione sia il numero degli occupati, mentre aumentano sia il tasso di inattività sia il numero degli inattivi. Accanto all’aumento dell’inattività e al rallentamento della ripresa dell’occupazione rispetto al 2024, desta particolare attenzione la riduzione, insieme al lavoroautonomo, dellavoro a tempo determinato. Sarebbe una bella notizia, se si fosse tradotta in un travaso nel lavoro a tempo indeterminato. Ma la stabilità di quest’ultimo segnala che non è così”.

Saraceno lancia quest’allarme: “La riduzione dell’occupazione a termine senza sbocchi in contratti stabili rischia di accentuarsi nei prossimi mesi con la fine dei fondi Pnrr. L’esito sarà doppiamente negativo: per le persone che si troveranno senza reddito e senza lavoro e per i settori che rimarranno sguarniti, peggiorando le loro prestazioni, quindi anche per noi cittadini”.

Per Saraceno, i nodi stanno venendo inesorabilmente al pettine.

 

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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