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Nonostante lo sviluppo digitale, in Italia resta sostenuta l’offerta di lavoro per personale non qualificato

Fondazione per la Sussidiarietà (Fps) su dati del Sistema informativo Excelsior, Unioncamere - Anpal: nel 2022 il 16% delle posizioni lavorative richiedevano un basso livello di qualificazione

Nell’era del progresso tecnologico e dell’innovazione digitale, l’Italia si trova di fronte a una realtà sorprendente: la domanda di personale non qualificato nel mercato del lavoro rimane significativamente elevata. Secondo un’analisi condotta dalla Fondazione per la Sussidiarietà (Fps) su dati del Sistema informativo Excelsior, Unioncamere – Anpal, nel 2022 oltre 811.000 posizioni lavorative richiedevano un basso livello di qualificazione, rappresentando circa il 16% del totale delle opportunità di lavoro nel paese.

E questa tendenza sembra persistere nel 2023. Nel mese di settembre di quest’anno, le aziende italiane hanno cercato più di 69.000 addetti con bassa qualifica, costituendo circa il 13% del totale delle offerte di lavoro. Questi dati mettono in luce una realtà sorprendente e sfidante per il mercato del lavoro italiano, dove la richiesta di manodopera poco qualificata rimane costante nonostante l’evoluzione tecnologica in corso.

Questi risultati sono stati presentati durante il convegno ‘Lavoro: una via per la dignità della persona’, tenutosi a Roma presso il MoMeC e organizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà, Aidp Lazio, Associazione Next e Procter & Gamble. All’evento ha partecipato il vice ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, insieme a rappresentanti delle istituzioni e dell’industria.

La persistente domanda di lavoro non qualificato solleva alcune importanti considerazioni sul panorama economico e lavorativo italiano. Mentre la tecnologia avanza e la digitalizzazione diventa sempre più presente in diversi settori, la richiesta di lavoratori poco qualificati suggerisce che esiste una necessità costante di determinate competenze e mansioni che non richiedono una formazione avanzata o specializzata.

Tuttavia, questa situazione solleva anche alcune preoccupazioni. Innanzitutto, la necessità continua di personale non qualificato potrebbe essere indicativa di carenze nell’adeguamento del sistema educativo alle esigenze del mercato del lavoro moderno. Inoltre, potrebbe suggerire una mancanza di investimenti nelle tecnologie e nelle soluzioni automatizzate che potrebbero sostituire alcune delle mansioni svolte da lavoratori poco qualificati.

Il convegno ha fornito un’opportunità preziosa per discutere di queste sfide e cercare soluzioni per migliorare la qualità del lavoro e la formazione dei lavoratori in Italia. La dignità della persona nel contesto lavorativo è un obiettivo cruciale, e affrontare la questione dell’impiego di lavoratori poco qualificati rappresenta una parte importante di questo sforzo.

In conclusione, nonostante l’avanzamento tecnologico, l’Italia continua a presentare una domanda significativa di personale non qualificato. Questa realtà solleva importanti questioni sul mercato del lavoro italiano e sottolinea la necessità di adattare l’istruzione e l’occupazione alle esigenze del mondo moderno.

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Presidente Nazionale Confederazione SELP

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