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Genere e famiglia di provenienza: ecco cosa conta per avere un buon lavoro

Uno studio pubblicato da Science direct conferma che l'istruzione da sola non basta per garantire l'ascensore sociale

In Italia, è il genere più che l’istruzione a fare la differenza sul mercato del lavoro. E conta tanto anche la famiglia di provenienza. Purtroppo, è ancora così: essere un uomo anziché una donna è più importante del percorso formativo. E l’ambiente in cui si è cresciuti vale come il miglior ascensore sociale.

Uno studio pubblicato da Science direct rivela che tra individui con lo stesso livello di educazione emergono differenze significative nei livelli salariali e nelle carriere.

E quindi, alla fine: chi riesce ad accedere alle imprese migliori?

I risultati mostrano che, tra laureati, esiste un premio salariale legato all’origine familiare di circa il 5%: all’incirca due terzi del divario dipendono dalle caratteristiche dell’impresa in cui si lavora, mentre la quota restante riflette le differenze individuali tra lavoratori.

Il risultato indica che il background familiare non incide principalmente attraverso differenze nelle competenze o nella produttività individuale. Al contrario, una parte rilevante del vantaggio deriva dalla capacità di accedere a imprese che offrono salari più elevati.

Se si guarda all’evoluzione lungo la carriera, poi, emerge che il ruolo del background familiare tende a rafforzarsi nel tempo.

Nel primo impiego il divario è già presente, ma relativamente contenuto. Con il passare degli anni, il vantaggio aumenta nei lavori successivi e diventa particolarmente marcato nei momenti di discontinuità, in particolare dopo la perdita involontaria del lavoro.

Come dire: il background familiare diventa più rilevante nelle fasi in cui i lavoratori devono cercare una nuova occupazione. In questi momenti, fattori come l’accesso a informazioni, le reti di contatti e la possibilità di sostenere periodi di ricerca più lunghi, diventano cruciali nel determinare le opportunità disponibili.

Le differenze legate al background familiare non riguardano solo il livello dei salari, ma anche la qualità del lavoro e le carriere personali.

In conclusione, l’istruzione è una leva fondamentale di mobilità sociale, ma da sola non basta a garantire pari opportunità. Anche tra laureati provenienti dalla medesima università, il background familiare continua a influenzare sia i salari sia le condizioni di lavoro.

Più trasparenza nei processi di selezione delle aziende non guasterebbe di certo.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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