Napoli – Lazio 0-2 A Napoli arriva una delle avversarie più ostiche per gli azzurri: la Lazio, infatti, è proprio l’ultima squadra capace di battere i campioni in carica al Maradona prima che i partenopei inizino un filotto di risultati utili consecutivi in casa lungo ben 496 giorni. Quella che scende in campo, però, non è la migliore Lazio degli ultimi anni, ma una squadra senza obiettivi in campionato e che vive forti tensioni societarie.
Per gli azzurri, mister Conte decide di riproporre un modulo con quattro centrocampisti, evitando l’utilizzo dal primo minuto di Alison Santos. Ancora una volta questa scelta si dimostra sbagliata: il Napoli non riesce né a costruire né a difendere. Le cause risiedono sia in una prestazione decisamente sottotono di Kevin De Bruyne, sia in una retroguardia che non riesce a tenere testa ai velocisti laziali. I gol della Lazio, divisi tra primo e secondo tempo, sono intervallati da un rigore a proprio favore sprecato malamente dal dischetto da Zaccagni.
Il Napoli controlla il pallino del gioco con un possesso palla sterile del 67%, ma subisce la concretezza avversaria. I biancocelesti registrano 13 tiri totali contro i 12 degli azzurri. Il dato che più condanna il Napoli, però, sono gli xG: 1.91 per la Lazio contro un modesto 0.72 per i padroni di casa, a dimostrazione della netta superiorità offensiva degli ospiti.
A fine partita, Conte richiama nuovamente l’attenzione sull’obiettivo della qualificazione in Champions e non nasconde il momento di tensione con la società, che gli chiede maggiore chiarezza sulle prospettive future e sulla sua permanenza. Nonostante la sconfitta, i tifosi restano al fianco degli azzurri ringraziandoli per una stagione di grande sofferenza e difendendo con passione la maglia. Perché se oggi si parla solo di prestazioni e di giocatori, è importante ricordare che il calcio resta passione e l’entusiasmo va sempre preservato.
Verona – Milan 0-1 Il Milan arriva a Verona con la consapevolezza che gli avversari di giornata non hanno grossi obiettivi, essendo quasi certi della retrocessione. Dall’altra parte, sapendo della vittoria dell’Inter con il Cagliari, i rossoneri capiscono che le probabilità di vincere lo scudetto si riducono drasticamente. Tuttavia, vista la vittoria della Lazio a Napoli, un successo al Bentegodi rappresenta l’occasione d’oro per consolidare un secondo posto che significa qualificazione in Champions.
La sfida non è affatto tra le più emozionanti: il Milan tiene palla per il 53% del tempo, ma subisce un Verona sorprendentemente aggressivo. I padroni di casa calciano in porta per ben 14 volte, contro i soli 6 tiri dei rossoneri. Anche i gol attesi sorridono agli scaligeri, che registrano lo 0.92 di xG contro lo 0.56 del Milan, a conferma di un Diavolo che capitalizza al massimo il minimo sforzo.
Allegri, ancora una volta, mette in campo la propria idea di gioco che non si basa sulla spettacolarità, ma sul cinismo e sulla vittoria a tutti i costi. Se però vinci 1-0 in casa del fanalino di coda senza mai creare davvero qualcosa di importante, sorge spontanea la domanda su quale possa essere il reale obiettivo futuro del Milan e su come la squadra possa affrontare in Europa avversarie molto più preoccupanti di un Verona di turno. Nonostante questo, il Milan trova vittoria e secondo posto, chiudendo un fine settimana che stabilizza nuovamente gli equilibri in classifica.
Roma – Atalanta 1-1 Sicuramente la partita da cui ci si aspetta l’entusiasmo calcistico maggiore. Roma-Atalanta rappresenta un crocevia fondamentale: la Roma ha l’obbligo di vincere per approfittare del passo falso del Como e mantenere la scia della Juve, mentre l’Atalanta cerca i tre punti per sognare la qualificazione alle competizioni europee. Il risultato finale è beffardo per entrambe, ma coerente con quanto si vede in campo, dove i veri protagonisti sono i portieri e gli attaccanti. Queste partite, a cui ormai non siamo così abituati in Serie A, appassionano non solo i tifosi coinvolti ma tutti gli amanti del calcio.
La Roma fa la partita, registrando un possesso palla del 53% e schiacciando la Dea con ben 19 tiri totali contro gli 8 dei bergamaschi. Il dominio offensivo romanista è evidente anche nei gol attesi: 1.59 xG per i capitolini contro lo 0.5 dell’Atalanta, ma un Carnesecchi insuperabile congela il pareggio. È quest’ultimo senza dubbio l’MVP della gara, autore di parate straordinarie su Malen che spengono a più riprese i sogni giallorossi. Gasperini non riesce a trovare la vittoria contro la sua ex squadra, e ora la Roma teme la beffa finale. La tensione si avverte anche dalle ultime vicende societarie e dalle dichiarazioni poco felici di Ranieri nei confronti del mister giallorosso.
A fine stagione, la Roma rischia di ritrovarsi qualificata a una coppa minore e con l’urgenza di dover cercare una figura fondamentale, sia in dirigenza che in panchina. L’Atalanta, invece, si prepara ad accogliere la Lazio per il ritorno di Coppa Italia, sapendo di essere la favorita per la finale e dimostrando di essere una delle squadre con il rendimento migliore dell’anno nelle coppe.
Sassuolo – Como 2-1 Guardando a questa partita prima del fischio d’inizio, il pronostico sembra scontato non tanto per i valori in campo, quanto per gli obiettivi: il Sassuolo gioca per l’onore, mentre il Como scende in campo con i titolarissimi, dimostrando di non pensare alla vicina sfida di Coppa Italia contro l’Inter.
Il problema, però, è che il campo è sovrano. Il Sassuolo praticamente domina il match. Il Como perde tutto l’appeal raccolto durante l’anno e, nonostante un gol rocambolesco di Nico Paz, non riesce a strappare neanche un punto. Il Como monopolizza il possesso palla con un bulgaro 70%, ma il gioco si rivela sterile e la partita risulta equilibratissima sotto porta. Il Como chiude con 12 tiri contro gli 11 del Sassuolo. I gol attesi riflettono un match sul filo del rasoio: 0.87 xG per il Sassuolo e 0.85 xG per il Como, ma i neroverdi si dimostrano molto più concreti al momento di capitalizzare.
Da una parte, Grosso si dimostra un allenatore all’altezza della competizione, pronto nei prossimi anni a guidare squadre di alto livello; dall’altra, Fabregas in questi casi mostra i propri limiti. Se è vero che spesso ai comaschi è stata recriminata la necessità di puntare più sul gioco che sul risultato, in questo caso il Sassuolo porta a casa una vittoria ben più che meritata. Questa sconfitta ha un forte impatto sul sogno Champions del Como: con la contemporanea vittoria della Juve i lariani rischiano di dire addio all’Europa che conta, pur rimanendo in piena corsa per alzare la Coppa Italia.
Juventus – Bologna 2-0 Alla vigilia, il pronostico di questa sfida pende nettamente a favore della Juventus, considerando il pesante tour de force a cui è soggetto un Bologna provato dagli impegni di Europa League. La Juventus scende in campo senza il proprio gioiellino Yildiz, la cui assenza solitamente si fa sentire parecchio. Questa volta, però, un po’ di fortuna e le grandi giocate dei singoli consentono ai bianconeri di trovare una vittoria quasi mai in discussione.
La Juve passa in vantaggio nei primissimi minuti e regge senza patemi l’offensiva avversaria. Nel finale, un palo di Rowe spaventa leggermente l’Allianz Stadium, ma il Bologna, che chiude in dieci uomini a causa dell’infortunio di Bernardeschi entrato per raccogliere il saluto dei propri ex tifosi, non riesce mai a pungere davvero per accorciare le distanze. I bianconeri gestiscono la gara con autorità e un possesso palla del 55%. Il dominio territoriale si traduce in occasioni tangibili: la Juve calcia 14 volte, concedendo al Bologna solo 7 conclusioni. Anche i gol attesi non lasciano spazio a dubbi, con i padroni di casa che registrano 1.56 xG contro lo 0.73 dei felsinei.
Spalletti trova una vittoria fondamentale: approfittando dei passi falsi di tutte le dirette pretendenti al quarto posto, la sua Juventus si avvicina a passi da gigante verso l’ambita qualificazione in Champions League.

