Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 genereranno un impatto davvero importante sull’economia italiana, secondo l’analisi di Susini Group StP, studio di consulenza del lavoro con sede a Firenze. Lo studio stima oltre 38mila posti di lavoro complessivi, tra occupazione diretta e indotto, concentrati principalmente in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Non si tratta solo del periodo agonistico dal 6 al 22 febbraio 2026: la macchina organizzativa richiederà personale per 9-12 mesi prima dei Giochi, per gestire infrastrutture, accreditamenti, logistica e marketing, e per 2-3 mesi dopo, per smobilitazione, reporting e bilanci.
La domanda di lavoro si focalizza su settori chiave. In testa c’è il comparto educazione, formazione e lavoro, seguito da attività ricreative e sportive, servizi culturali, turismo e trasporti-logistica. Le figure più richieste includono manager per la gestione dello staff, addetti all’accoglienza, fotografi ed esperti multimedia, tecnici sanitari specializzati come medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia, OSS e psicologi con competenze in rianimazione ed emergenze. Tutte le posizioni richiedono eccellente conoscenza dell’inglese, competenze digitali avanzate e capacità di operare in contesti multiculturali e multidisciplinari.
Tuttavia, Susini Group evidenzia criticità strutturali: carenza di operai specializzati, tecnici delle costruzioni e manutentori di impianti. Mancano anche figure iperspecializzate come maestri del ghiaccio, tecnici per la manutenzione degli impianti sciistici ed esperti di cybersecurity. “Questa carenza nel settore edile è un campanello d’allarme. Servono interventi formativi mirati e incentivi specifici per colmare questi gap prima dell’evento”, avverte Sandro Susini, fondatore dello studio.
L’impatto economico è valutato in 5,3 miliardi di euro complessivi: 1,1 miliardi dalla spesa turistica immediata durante i Giochi, 1,2 miliardi dal turismo post-evento nei 12-18 mesi successivi, e 3 miliardi dal valore infrastrutturale permanente. L’incremento del Pil sarà tra 300 e 400 milioni di euro annui nel biennio 2025/2026, pari allo 0,1-0,2% del Pil italiano nel 2026, grazie a consumi, turismo e spesa pubblica. Si prevede un aumento della produzione locale di circa 3 miliardi, con oltre 2,5 milioni di visitatori, 850mila biglietti venduti e un’audience globale di 3 miliardi di persone.
Susini sottolinea che l’evento è un “investimento strategico nel capitale umano”. Circa 20mila volontari e tirocinanti acquisiranno competenze certificate e crediti formativi spendibili sul mercato del lavoro. “Milano-Cortina 2026 costruirà un ecosistema di professionalità duraturo, con ricadute su turismo, infrastrutture e occupazione. Le istituzioni devono accompagnare il processo con competenza e visione, per un mercato del lavoro più forte, inclusivo e internazionale”.

