532 visualizzazioni 3 min 0 Commenti

Pubblica Amministrazione: aumentano dipendenti e candidati, ma restano le carenze di organico

Report di Fpa: oltre 614mila ingressi in soli due anni. Attrattività, digitalizzazione, intelligenza artificiale e cybersicurezza le principali sfide da affrontare

I ranghi della Pubblica Amministrazione si rinfoltiscono. Lo rivela il report annuale stilato e presentato da Fpa. I dati parlano di un netto aumento degli ingressi negli enti pubblici e del tasso di ricambio del personale. Tuttavia restano alcuni nodi da sciogliere, come la ancora scarsa attrattività del pubblico impiego e le forti carenze di organico legate ad anni di mancate assunzioni e blocco del turn-over.

Partiamo dai numeri. Tra 2023 e 2025 nella Pubblica Amministrazione sono entrate 614mila persone con un’età media di 39 anni. Questo dato porta il tasso di ricambio del personale al 20%, valore che potrebbe crescere ulteriormente nel prossimo futuro. D’altra parte, nei primi giorni del 2026 sono state 410mila le candidature per 10mila posti messi a bando nella Pubblica Amministrazione.

Ma perché aumenta il numero dei dipendenti e degli aspiranti tali della Pubblica Amministrazione? Le cause sono almeno due. La prima è la curva demografica che spinge molti impiegati pubblici verso il pensionamento. Nello stesso tempo, si allargano le maglie delle assunzioni. Basti pensare che, già dal primo gennaio 2026, è venuto meno il taglio del 25% del turn-over nella Pubblica Amministrazione introdotto dalla penultima legge di bilancio per il solo 2025.

In questo modo, il totale dei dipendenti della Pubblica Amministrazione tocca per la prima volta 3,4 milioni di unità. Ciò non basta, tuttavia, a risolvere il problema della scarsità di risorse umane che affligge la Pubblica Amministrazione. E le statistiche lo confermano In Italia, infatti, si contano meno di 5,8 dipendenti pubblici ogni cento abitanti; in Germania sono 7,3, in Francia 8,3 e nel Regno Unito addirittura 8,5.
Quali sono, dunque, i nodi da sciogliere? Innanzitutto quello dell’attrattività: la Pubblica Amministrazione è considerata un “porto sicuro” da molti lavoratori, eppure il tasso di rinunce da parte dei vincitori di concorso resta piuttosto alto. In più, l’Italia deve fare ancora i conti con le “voragini” aperte negli organici pubblici in anni di mancate assunzioni e blocco del turn-over dovuti ai vincoli di bilancio.
Fatto sta che la Pubblica Amministrazione è ora chiamata ad affrontare una serie di sfide, a cominciare dalla digitalizzazione. Il report annuale di Fpa parla di 81mila progetti attivi, circa 2,8 miliardi assegnati e 1,6 erogati. Questi fondi sono finora serviti a far migrare in cloud dati e strumenti, a rinnovare molti siti istituzionali, ad attivare servizi come Spid, PagoPA, app Io e Piattaforma nazionale digitale dei dati.

Altre questioni centrali sono legate all’intelligenza artificiale, con circa 120 iniziative avviate nella sola Pubblica Amministrazione centrale per l’organizzazione interna e la gestione dei dati, e il rinnovo dei contratti, ancora oggetto di trattativa con i sindacati. Infine ci sono i cyberattacchi, aumentati del 140% su base annua: solo nel primo semestre del 2025 sono stati registrati 280 incidenti che concentrano in Italia circa il 26% dei casi europei.

 

Avatar photo
Direttore Editoriale - Articoli pubblicati: 196

Libero Professionista, impegnato oltre che sul fronte dei servizi e prestazioni connesse al tema della prevenzione degli infortuni in ambienti di lavoro, ha maturato una notevole esperienza nell’ambito delle relazioni sindacali, ed oggi è tra i fondatori di diverse realtà sindacali di carattere Nazionale.

Linkedin
Scrivi un commento all'articolo