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Un primo passo, ma non basta: il lavoro va rimesso davvero al centro

Il giudizio di Claudio Armeni, segretario generale della Confederazione Selp, sulla Manovra

La Legge di Bilancio contiene alcuni interventi che possono rappresentare un primo segnale di attenzione verso il mondo del lavoro. Tuttavia, dal punto di vista sindacale, non possiamo considerarli sufficienti a rispondere alle difficoltà strutturali che lavoratrici e lavoratori vivono ogni giorno.

Le misure previste restano in larga parte parziali, temporanee e frammentate, mentre il potere d’acquisto continua a diminuire, la precarietà si consolida e troppe persone restano escluse da tutele reali. Il rischio è che il lavoro venga ancora una volta affrontato come una variabile economica, anziché come fondamento della coesione sociale e dello sviluppo del Paese.

Come sindacato SELP riteniamo che fare di più sia non solo necessario, ma urgente. E farlo nel modo giusto significa partire da un principio semplice: ascoltare i lavoratori, raccogliere le loro esigenze concrete, individuare ciò che per loro è davvero imprescindibile.
Da questo ascolto devono nascere proposte serie, praticabili e durature nel tempo, non interventi spot né azioni di mera contrapposizione ideologica. Il confronto, quando è fondato sui bisogni reali, è uno strumento di crescita; lo scontro fine a sé stesso, invece, non produce risultati.

Il lavoro non appartiene a una parte, né può essere ridotto a una bandiera politica.

Il lavoro è di tutti, ovunque si svolga: nel pubblico e nel privato, nei servizi, nell’industria, nell’assistenza, nell’agricoltura. È il motore portante dell’economia e della dignità individuale.

Per questo l’individuo deve tornare al centro del progetto.

Non come “risorsa” da utilizzare e sostituire, ma come persona, con diritti, bisogni, competenze e aspettative legittime.

Il nostro impegno sindacale va in questa direzione: costruire soluzioni condivise, difendere il valore del lavoro, rappresentare davvero chi lavora e contribuire a un futuro più giusto, stabile e sostenibile.

Perché senza lavoro di qualità non c’è crescita, e senza persone al centro non c’è progresso.

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Autore - Articoli pubblicati: 211

Segretario Generale Confederazione SELP

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