Non basteranno a invertire la tendenza dei giovani che fuggono all’estero in cerca di lavoro e di stipendi migliori. Ma i numeri snocciolati dalla ministra Marina Calderone, in occasione del Welfare & HR Summit del Sole 24 Ore, lasciano ben sperare. Nel 2025 si è registrato un incremento delle assunzioni di giovani a tempo indeterminato di oltre il 40% rispetto al 2024. A ciò si aggiungono i due miliardi investiti dal governo per la tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali e l’imposta sostitutiva al 5% applicata agli aumenti di stipendio.
La ministra del lavoro parla di «risultati molto importanti» e di «inversione di tendenza» a proposito dell’occupazione giovanile. Calderone ricorda che dei 105.000 giovani assunti nel 2025, quasi la metà è composta da donne, segnale di una crescente partecipazione femminile al mercato del lavoro. E questa partecipazione è quanto mai necessaria in un Paese che sconta un forte divario di genere e vive una grave crisi demografica. «Occorre lavorare perché i giovani comprendano che la strada dell’estero può essere un’opportunità di formazione e di confronto con altre culture e metodologie, ma che poi sia possibile tornare», spiega la ministra.
La sfida, dunque, è rendere il mercato italiano del lavoro più attrattivo. Su questo fronte, Calderone cita i quasi due miliardi di euro investiti dal governo per la tassazione agevolata dei rinnovi e delle somme legate al lavoro oneroso con l’obiettivo di «migliorare la condizione reddituale e la capacità di spesa dei lavoratori». Infatti la manovra prevede, al momento solo per il 2026, un’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. Se la misura dovesse produrre gli effetti sperati, il governo potrebbe inserirla in un sistema strutturale di sostegno a imprese e lavoratori. Così come è intenzione del governo rifinanziare le misure di sostegno al lavoro, come la proroga degli incentivi del Decreto Coesione per giovani e lavoratori della Zes del Mezzogiorno, fissata al 30 aprile.
Ancora, stando a quanto riferito da Calderone, il governo intende rafforzare la contrattazione nazionale, dando alle organizzazioni datoriali e sindacali la possibilità di investire sui rinnovi dei contratti. Una prospettiva, quest’ultima, che allontana l’ipotesi dell’applicazione di un salario minimo per legge. Il riferimento è alla tassazione agevolata al 5% per gli aumenti di stipendio derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi sottoscritti tra il primo gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 e riferiti soltanto al 2026.
La ministra, infine, parla anche delle startup giovanili. Le statistiche evidenziano le difficoltà che queste imprese vivono nella fase successiva alla loro partenza. Perciò gli incentivi pubblici previsti dal governo vanno oltre la fase iniziale. «Noi finanziamo non solo l’avvio dell’attività, ma anche la formazione dell’imprenditore e il tutoraggio. Accompagnare i giovani nel percorso imprenditoriale consente di trasformare le criticità delle startup in storie di successo», conclude Calderone.

