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Anche quest’inizio di settimana lavorativa è alle spalle (ma quanta fatica al telefono)

Secondo Fonio.ai, il lunedì mattina le aziende registrano un volume di chiamate superiore del 28% rispetto alla media

Oggi è martedì, l’inizio anche di questa settimana è alle spalle. Ma quanto ha pesato, pesa e peserà tutti i lunedì che ci aspettano? E’ un fenomeno psicologico che gli studiosi non smettono di studiare. Anche perché ha conseguenze pratiche anche nel mondo del lavoro.

Per le aziende, ad esempio, il telefono è particolarmente attivo proprio di lunedì, tra richieste di informazioni, appuntamenti da fissare, prenotazioni e comunicazioni rimaste in sospeso dal weekend.

E’ un fenomeno che mette alla prova soprattutto le piccole e medie imprese, chiamate a conciliare la gestione dei clienti con le numerose attività operative del lunedì.

L’ultima analisi che si può citare su quest’argomento è di Fonio.ai, la piattaforma europea di intelligenza artificiale per la comunicazione con i clienti.

Ebbene: in Italia, il lunedì mattina si registra un volume di chiamate superiore del 28% rispetto alla media degli altri giorni lavorativi nella stessa fascia oraria.

Per questo, il primo giorno della settimana si conferma il giorno di maggiore pressione sulle comunicazioni telefoniche delle aziende.

Da un lato, incidono le richieste maturate durante il fine settimana, che possono essere rinviate al primo giorno lavorativo utile; dall’altro, la ripresa delle attività amministrative, commerciali e organizzative, che genera nuove esigenze di contatto tra aziende, clienti e fornitori.

Fatto sta che l’inizio della settimana non è l’unico momento critico. Analizzando la distribuzione delle chiamate nell’arco della giornata, fonio.ai rileva che in Italia il picco delle telefonate si registra alle ore 10:00, quando le attività lavorative sono già nel pieno del loro svolgimento e il personale può essere impegnato nella gestione di clienti, appuntamenti e altre mansioni.

Ma le richieste non si fermano con la chiusura degli uffici. Il 26,7% delle chiamate aziendali in Italia arriva al di fuori della fascia lavorativa convenzionale, compresa tra le 8:00 e le 18:00 dal lunedì al venerdì. Una percentuale che colloca il nostro Paese al primo posto tra i nove mercati europei analizzati, davanti al Regno Unito (24%) e nettamente sopra la Germania (11,5%).

Anche il weekend pesa sulle comunicazioni: il 12,7% delle chiamate viene ricevuto il sabato o la domenica, la seconda quota più alta in Europa dopo il Regno Unito. Un dato che evidenzia come le esigenze di contatto dei clienti non coincidano necessariamente con gli orari di apertura delle imprese. Le richieste continuano ad arrivare anche quando molte attività sono chiuse e quelle non risolte possono contribuire ad alimentare il carico di lavoro alla ripresa della settimana.

Numeri che raccontano una sfida organizzativa più ampia: garantire continuità nella relazione con i clienti, anche quando le risorse interne sono già impegnate o non disponibili.

Per questo, gli assistenti vocali basati sull’intelligenza artificiale possono rappresentare uno strumento di supporto alle imprese, soprattutto nei giorni e nelle fasce orarie caratterizzati da una maggiore concentrazione di chiamate. Secondo l’analisi, in Italia il 65% delle chiamate gestite da fonio.ai viene concluso autonomamente dall’AI, senza necessità di trasferimento a una persona. In ogni caso, è sempre valido il caro, vecchio “pronto, chi parla?”.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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